Cartelle Soget, odissea per i contribuenti

15 Marzo 2016

L’ufficio è aperto solo il venerdì mattina e le istanze di sospensione si devono fare a Pescara. Protesta una teramana

TERAMO. «La Soget Spa, la società che fino a qualche tempo fa era il concessionario della riscossione del Comune di Teramo, sta inviando ingiunzioni di pagamento, cartelle ed avvisi di debiti scaduti a tantissimi nostri concittadini, tra cui me».

Lo segnala al Centro una teramana che ha ricevuto cartelle per Tarsu, Ici e Imu che non sarebbero state pagate a partire dal 2005. Sottolineato che questi debiti si prescrivono in cinque anni, la cittadina aggiunge: «Mi sono attivata per ottenere la sospensione legale della riscossione (in attesa di presentare il ricorso avverso le ingiunzioni di pagamento che mi sono state notificate), opportunità questa che ovviamente non viene pubblicizzata nei confronti dei comuni cittadini dalla Soget. A parte ciò, a mio avviso è assolutamente vergognoso il fatto che l’ufficio di Teramo è aperto solo una volta alla settimana, il venerdì dalle 8.30 alle 13; i contribuenti di Teramo quindi se ricevono di sabato un atto di pagamento, come ad esempio un’ingiunzione che potrebbe prevedere tempi per il pagamento ristretti, devono attendere ben una settimana per poter interloquire con la Soget, salva la possibilità di telefonare ad un numero di telefono a pagamento».

Ma non è finita qui. «Ciò che è peggio», continua la cittadina teramana, «è che l’ufficio di Teramo non ha il protocollo, quindi nell’ipotesi in cui un contribuente deve presentare un’istanza legale di sospensione della riscossione (come ho provato a fare io) questo non può farlo a Teramo ma deve recarsi necessariamente a Pescara. Ho parlato telefonicamente con la funzionaria della Soget chiedendole come questo sia possibile, chiedendole cosa avrebbe dovuto fare il contribuente in altre ipotesi, tipo in caso di presentazione di istanza di rateazione, e mi è stato risposto che si sarebbe dovuto recare a Pescara. Io lo trovo un disservizio che rende difficile ai contribuenti l’esercizio dei propri diritti. Per finire inoltre, dato che oggi è possibile effettuare le notifiche a mezzo pec, ho chiesto l’indirizzo di posta elettronica certificata a cui inviare la mia istanza di sospensione e mi è stato dato l’indirizzo contenzioso.sogetspa@pec.it… Peccato che dal sito risulta invece che il corretto indirizzo pec per tale tipo di istanze sia autotutela.sogetspa@pec.it. L’invio dell’istanza all’indirizzo pec errato comporta che questa possa non essere considerata ed il contribuente pertanto si ritrovi ad essere oggetto di procedure esecutive! A mio avviso è utile informare l’opinione pubblica di queste cose ed avvisare i contribuenti di verificare veramente se quanto richiesto dalla Soget sia dovuto».(red.te)

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