Cas, in arrivo gran parte degli arretrati

8 Ottobre 2020

Il sindaco incontra Regione e Protezione civile e rassicura tutti. I decreti per accelerare? «Con Legnini non ci fermiamo qui»

TERAMO. Qualcosa si muove nell’erogazione del Cas, attualmente fermo al mese di maggio. Da quanto emerso da un’interlocuzione tra la Protezione Civile, la Regione e il Comune di Teramo entro la prossima settimana dovrebbe infatti arrivare sul conto dell’ente una parte delle mensilità pregresse, sbloccando così la successiva erogazione alle famiglie interessate.
Ad annunciarlo è il sindaco Gianguido D’Alberto, che ha chiesto alla Protezione Civile di pagare più tranche possibili così da riallineare il Cas. Per le famiglie, in ogni caso, prima di veder arrivare i soldi sul conto dovrà passare qualche giorno in più, in quanto il Comune una volta incassate le somme dovrà poi procedere con i relativi mandati di pagamento. «Per quanto concerne il Contributo di autonoma sistemazione abbiamo sollecitato la Protezione civile al relativo pagamento delle somme», sottolinea il primo cittadino, «e dal confronto che abbiamo avuto è emerso che entro la prossima settimana almeno una parte delle somme sarà trasferita sul conto dell’ente, che poi procederà a versare le somme ai cittadini interessati».
Fino ad oggi, dai dati in possesso degli uffici comunali, per i cittadini del comune di Teramo in autonoma sistemazione sono stati erogati complessivamente 30 milioni di euro. Una somma che ha garantito un sostegno a più di un migliaio di nuclei familiari sfollati. Attualmente i nuclei che beneficiano del Cas sono circa 800, per un totale di 2500 persone, e percepiscono in media circa 700 euro a famiglia. A questi si aggiungono quelle famiglie che attualmente sono ancora in albergo, (a oggi la Regione Abruzzo è l’unica a garantire ancora l’assistenza nelle strutture ricettive, dove restano circa 80 famiglie in tutta la regione, di cui una parte consistente nel Teramano), e i 72 nuclei assegnatari delle case Ater, per un totale di 200 persone, la maggior parte uscite appunto dagli alberghi.
La questione relativa al Cas è strettamente connessa con i tempi della ricostruzione. Una ricostruzione che è stata caratterizzata da tempi biblici, ma destinata a un’accelerazione grazie alle misure introdotte sia dal decreto semplificazione sia dal decreto rilancio sia dalle ultime ordinanze commissariali a partire dalla famosa ordinanza 100.
«Per quanto riguarda la stabilizzazione del personale», commenta al proposito d’Alberto, «era una cosa che noi sindaci chiedevamo da tempo, in quanto necessaria a strutturare gli enti che hanno competenze sulla ricostruzione. Proprio la precarietà del personale, che stava un po’ di tempo e poi se ne andava, è stata la causa principale dei ritardi e dei problemi relativi alla gestione delle pratiche. Il percorso però a nostro avviso non è concluso. Un’idea su cui stiamo ragionando insieme al commissario Giovanni Legnini è quella di chiedere la creazione di una sorta di contingente umano dedicato alla ricostruzione o meglio alle ricostruzioni. Pensiamo», spiega il sindaco, «a una sorta di struttura ministeriale o statale che stabilizzi questo personale alle proprie dipendenze in modo che sia sempre operativo. Questo è un Paese che vive di emergenze ed è fondamentale poter contare stabilmente su questo patrimonio di competenze». D’Alberto evidenzia poi come anche il superbonus possa rappresentare ossigeno per il territorio, in quanto consentirà «un potenziamento delle risorse per la ricostruzione», così come l'ordinanza 100 contribuirà ad abbattere i tempi di presentazione delle pratiche. «Per quanto riguarda invece la ricostruzione pubblica», conclude, «bisogna accelerare sull’attuazione della norma sui poteri straordinari al commissario».