Casa comprata con i soldi dell’usura

9 Aprile 2019

Quattro indagati per riciclaggio: una prestanome si accolla un mutuo per due rom, coinvolta anche una broker

TERAMO. L’operazione l’avevano ideata anche con l’aiuto di una broker, che ha predisposto tutta la documentazione per far concedere il mutuo. A chi? A una prestanome che se lo è accollato (in cambio di soldi) per far acquistare ad una coppia di rom un appartamento con denaro sporco, quello proveniente da usura ed estorsione. E, molto probabilmente, il colpo sarebbe anche riuscito se i due rom non fossero finiti intercettati nell’inchiesta che a dicembre li aveva portati in carcere dopo la denuncia di una imprenditrice teramana che aveva avuto il coraggio di ribellarsi ai suoi usurai mettendo nero su bianco nomi e cognomi. Così da quell’inchiesta all’epoca delegata a squadra mobile e Finanza (già nelle mani del pm Enrica Medori) ne è nata una seconda (delegata al nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale della guardia di finanza) che ha portato al sequestro preventivo dell’appartamento comprato a Tortoreto (provvedimento firmato dal gip) e alla denuncia di quattro persone con le pesanti accuse di trasferimento fraudolento di beni e riciclaggio.
Si tratta dei due rom di Giulianova, della broker e della donna che ha fatto da prestanome (entrambe teramane). Ed è un’indagine complessa quella ancora in corso da parte del pm Medori che trova un punto fermo nel sequestro dell’appartamento che sul mercato ha un valore valutato in circa 130mila euro. Gli investigatori hanno scoperto un trasferimento fraudolento di beni e riciclaggio di denaro, proprio attraverso l'immobile. Secondo una prima ricostruzione di investigatori e inquirenti le due donne avrebbero ricevuto dagli altri due - la coppia rom di Giulianova- la somma di 130mila euro: parte in contanti, 50mila euro, e parte con rimborso delle rate di un mutuo ipotecario bancario ottenuto, tra l'altro, con certificazioni risultate successivamente false. Di fatto si sarebbe trattato, secondo quanto accertato nelle indagini, di riciclaggio di denaro sporco ma soprattutto, di una operazione per permettere loro di comprare l'appartamento di Tortoreto, che appena una settimana dopo l'acquisto era stato concesso in affitto, con regolare contratto al rom e alla convivente.
La nuova inchiesta, dunque, è una costola di quella che a dicembre ha portato agli arresti di tre persone, tra cui la coppia rom per usura ed estorsione. Una indagine nata dopo la denuncia dell’imprenditrice che nel giugno 2017 si era trovata nelle condizioni di dover chiedere prestiti usurari ai due rom per scongiurare la vendita della propria abitazione.
La polizia, all’epoca, aveva scoperto che i due conviventi l’avevano minacciata dicendole che, se non avesse pagato gli interessi, avrebbe avuto delle ripercussioni pesanti. E non solo. Secondo l’accusa l'avrebbero costretta ad onorare, per quanto possibile, il debito e ad assumere fittiziamente il figlio nell'azienda di uno stretto parente della vittima.
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