Casa dello studente in viale Crucioli, Verna è favorevole

18 Febbraio 2016

TERAMO. Il progetto di una Casa dello studente nella sede del vecchio rettorato di viale Crucioli, che l’Adsu di Teramo sta portando avanti con l’università, ha acceso il dibattito politico diviso...

TERAMO. Il progetto di una Casa dello studente nella sede del vecchio rettorato di viale Crucioli, che l’Adsu di Teramo sta portando avanti con l’università, ha acceso il dibattito politico diviso tra i favorevoli e contrari. Tra gli ultimi c’è il consigliere Franco Fracassa che temendo lo sperpero di denaro per un’altra incompiuta ritiene più opportuno procedere al completamento dello scheletro esistente ai piedi di Colleparco. Giudizi positivi ha invece manifestato Maurizio Verna del Pd, che in qualità di consigliere provinciale delegato all’urbanistica e ai rapporti con il capoluogo si dichiara favorevole alla casa dello studente nei plessi del vecchio rettorato. «E’ insensato», dice Verna, «proseguire nel completamento della vecchia struttura che si è rivelata fallimentare proprio per la sua ubicazione. E’ il luogo più sbagliato per concepirla, non c’è un collegamento con i mezzi pubblici e la politica non ha mai creduto fino in fondo all’opportunità di quella soluzione. Memore forse anche dell’errore di portare a Colleparco il campus universitario. Dunque perché insistere?».

Secondo Verna la cosa migliore è portare gli studenti dentro la città e il progetto di viale Crucioli sposa questo obiettivo. «Abbiamo apprezzato anche le ipotesi che il rettore D’Amico aveva formulato in tal senso circa i locali del vecchio manicomio. L’auspicio è che sia i fondi del Masterplan per la riqualificazione dell’ex manicomio, che i progetti sulla Casa dello studente, trovino presto attuazione poiché sono indispensabili per rivitalizzare il capoluogo».

Di sicuro, la struttura dismessa non sembra destinata a un riconversione. Questo è almeno il giudizio del presidente Adsu Paolo Berardinelli: «Quella struttura non è riciclabile e semmai lo spreco di soldi pubblici sta nel tenerla in vita visto che rappresenta oneri impattanti sul bilancio dell’Adsu solo per le spese di custodia e di manutenzione del verde circostante. Nell’ottica di una valorizzazione dell’intero patrimonio immobiliare, potremmo stimarne il valore per sommarlo alle strutture da mettere a disposizione per accedere al cofinanziamento ministeriale», spiega Berardinelli. E in questa direzione va la decisione dell' Adsu di lasciare i locali di via Delfico, che costano 46mila euro all’anno. «L’azienda, grazie alla disponibilità del rettore che porterà la proposta nel prossimo Cda dell'ateneo, si sposterà entro la primavera nel campus di Coste Sant’Agostino così da avvicinare gli uffici agli studenti».(m.d.t.)

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