Casa dello studente, via libera dell’ateneo

Oggi la delibera che consentirà all’Adsu di partecipare al bando per ristrutturare l’ex rettorato
TERAMO. Giornata decisiva per le sorti dell’ex rettorato. Stamattina sia il senato accademico che il consiglio d’amministrazione dell’università delibereranno la stima del valore dell’immobile e la concessione in comodato d’uso per 90 anni all’Adsu.
Sono due passaggi fondamentali per consentire all’Adsu di accedere a un bando per l’edilizia universitaria emanato dal Miur. L’obiettivo è ottenere 9 milioni di euro per trasformare lo stabile di viale Crucioli in una casa dello studente.
La partecipazione al bando è stata in forse per qualche giorno: in un primo momento gli organi accademici avevano deciso che la stima era di competenza dell’Agenzia delle entrate e che il comodato sarebbe stato si soli 25 anni. Ma l’Agenzia delle entrate impiega almeno quattro mesi per fare una valutazione, il che avrebbe reso impossibile la partecipazione al bando. Senza contare che un bene in comodato per soli 25 anni ha un valore molto minore rispetto ai 90 che praticamente sono assimilabili alla proprietà. Da qui la correzione e la stima, fatta dagli uffici interni dell’università, che oggi adotterà l’atto formale.
«Si va avanti», commenta il rettore Luciano D’Amico, «è interesse dell'università avere una casa studente così come è interesse della città il riutilizzo di un edicficio come lo stabile di viale Crucioli che altrimenti si tramuterebbe in un altro buco nero nel tessuto urbano». L’edificio peraltro è stato gravemente danneggiato dalle varie scosse di terremoto, tanto che è stato classificato “E”. Il progetto cambierà a seconda di quanto disporrà la Sovrintendenza. In ballo c’è l’abbattimento, o meno, del secondo edificio, ad esempio. Ma qualunque sia la decisione, la struttura riveste un ruolo basilare per il futuro dell’ateneo.
«Non servirà solo a ospitare gli studenti nei corsi ordinari», spiega D’Amico, «ma apre prospettive incredibili per i corsi estivi. Senza considerare l’ ospitalità per i dottorandi: ora ne arrivano 12 da tutto il mondo e non sapremo dove mandarli. Queste sono sfide non più rinviabili. I nostri dottorati, con sforzi rilevantissimi, li abbiamo resi internazionali: ma questo comporta scambi di docenti e studenti, senza dover fare la ricerca dell'appartamentino in città. Per questo auspichiamo una prontissima realizzazione». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

