Casa di riposo, Luzii si oppone alla chiusura

Il sindaco: «Ho chiesto invano di trovare un’altra sede, ora devono farci vedere le carte»
SANT’OMERO. Il sindaco Andrea Luzii è piccato e alza il polverone alla notizia della chiusura della casa di riposo Carlo Campanini di Sant’Omero, la cui attuale sede è giudicata del tutto inadeguata dall’Azienda per i servizi alla persona di Teramo. La tesi del sindaco è questa: è vero che la struttura assistenziale è stata sistemata quasi due anni fa nel nuovo asilo del paese dopo la chiusura per inagibilità della vecchia sede di largo del Convento, ma è altrettanto vero che una soluzione diversa più volte sollecitata dal Comune ad Asp 1 e Regione non è stata trovata. I 18 anziani ospiti sarebbero sistemati fra Nereto e Civitella del Tronto, sedi di altre strutture per anziani.
Luzii ha scritto una corposa lettera a Regione e Asp 1, lamentando il mancato confronto con il Comune e chiedendo se siano state valutate, come è stato fatto per Sant’Omero, le condizioni di sicurezza delle case di riposo di Nereto e Civitella. «Tuteleremo le ragioni della nostra casa di riposo e del personale, tiri fuori l’Asp1 le carte dei bilanci, visto che noi abbiamo speso 360mila euro, e la documentazione sullo stato di sicurezza delle altre strutture», preannuncia Luzii.
Il sindaco di Sant’Omero nel 2019, dopo lo sfratto per inagibilità della vecchia struttura in centro, aveva immediatamente riconvertito la scuola dell’infanzia situata in via Tasso, proprio di fronte alla sede dell’Unione di Comuni Val Vibrata, nella provvisoria casa di riposo Carlo Campanini. E poi aveva chiesto alla Regione prima guidata da Luciano D’Alfonso e poi dall’attuale presidente Marco Marsilio non solo di provvedere a individuare una nuova sede, magari in accordo con la Asl di Teramo, ma anche di versare il dovuto al Comune, che nel frattempo stava sostenendo delle spese proprio per non far chiudere la struttura. (a.d.p.)
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