Casa di riposo, salvi i 23 posti con il taglio di orari e stipendi

27 Maggio 2016

Atri, la nuova coop raggiunge l’accordo con la Provincia ma riduce di oltre 100mila euro la cifra dell’offerta di gara

ATRI. Scongiurata la riduzione di personale presso la casa di riposo Santa Rita di Atri, ma il gestore uscente (la coop teramana Consorzio Futura) avverte che c’è qualcosa che non quadra nei conti. «La cooperativa Agorà di Aversa, nuovo gestore della casa di riposo “Santa Rita” di Atri, accoglie la proposta del presidente Renzo Di Sabatino e assume l’impegno di assorbire tutti i lavoratori già impiegati dal Consorzio Futura». Così si legge nella nota della Provincia seguita al confronto che si è tenuto al tavolo delle relazioni industriali dell’ente. L’Agorà ha verbalizzato che riassorbirà tutte le maestranze (23) con un contratto di lavoro a tempo indeterminato e, per il momento, part time; per la ripartizione del monte ore sui singoli contratti le parti si sono impegnate a sottoscrivere un apposito accordo; infine, come proposto dal presidente della Provincia, c’è l’intesa ad incrementare le ore di lavoro sulla base dell’andamento del numero dei degenti (attualmente sono 40, mediamente i posti occupati sono 45 e quelli disponibili 50). Un risultato raggiunto dopo che la cooperativa subentrante aveva annunciato che avrebbe reimpiegato dai 15 ai 19 lavoratori per una “valutazione prudenziale dei costi di gestione della struttura”. Una proposta ritenuta inaccettabile dai sindacati. «Abbiamo messo in sicurezza i lavoratori della casa di riposo e questo è un buon risultato – ha detto Di Sabatino – si tratta di personale formato e qualificato che conosce bene la struttura e i pazienti». La Asp nr. 2, proprietaria della casa di riposo, afferma: «La qualità dei servizi offerti rimarrà eccellente. C’è, da parte della cooperativa che si occuperà della gestione, l’impegno ad implementare ulteriormente i servizi offerti in modo che la struttura continui ad essere polo d’eccellenza e punto di riferimento per l’ospitalità delle persone anziane».

Il Consorzio Futura però, in una nota firmata dal manager Gabriele Marcellini, ricordato che sull’aggiudicazione della gara esistono due ricorsi alla magistratura amministrativa per «il mancato inserimento degli oneri della sicurezza nell’offerta di gara da parte della ditta vincitrice», fa notare che l’accordo siglato in Provincia evidenzia «una palese violazione dell’offerta in sede di gara. Infatti», scrive Marcellini, «il presunto accordo di riassorbimento di tutto il personale attualmente in forza alla nostra società si otterrebbe con una decurtazione oraria di quasi il 40% con una spesa totale annua per il personale di 290mila euro. Peccato che nell’offerta in sede di gara la coop Agorà ha vergato una cifra di 412.611 euro. “Spariscono” di fatto oltre 100mila euro di stipendi e contributi che oggi vengono erogati ai lavoratori». La decurtazione oraria, per il Consorzio Futura, «non è grave solo per i lavoratori ma anche per la sicurezza operativa della struttura e per gli ospiti».©RIPRODUZIONE RISERVATA