Casa Mataloni a rischio crollo, nuovo appello

Le Guide del Borsacchio scrivono a Capitaneria, Regione e Comune per ridefinire i confini dell’area
ROSETO. Ridefinire subito la linea di costa della riserva Borsacchio, ovvero i confini del demanio marittimo, anche per chiarire la situazione di Casa Mataloni, il rudere sulla spiaggia a ridosso del mare.
È quello che chiede l’associazione “Guide del Borsacchio”, tramite il suo legale Fabio Celommi, a Capitaneria di Porto, Regione Abruzzo e Comune di Roseto, in seguito alla sentenza del Tar del 13 ottobre scorso che stabilisce come Casa Mataloni sia ormai sull’arenile e che, quindi, sia entrata a far parte del demanio marittimo. «La casa colonica pericolante», si legge nella sentenza, «è venuta a trovarsi interamente sull’arenile e, quindi, è entrata, di fatto e di diritto, a far parte del demanio marittimo, per cui la stessa, e la relativa area che la circonda, non è più di proprietà della società ricorrente (Cantagalli immobiliare), dato che non può esservi proprietà individuale sul demanio pubblico». Già lo scorso 17 ottobre Celommi aveva inviato una lettera ai rispettivi enti. «Ad oggi però è rimasta senza riscontro», spiega l’avvocato Celommi, «e così ho rinviato di nuovo la lettera con la stessa richiesta”. Le Guide del Borsacchio inoltre, in una nota, precisano che, secondo le cartine, il tratto dove oggi c’è la spiaggia e, in alcuni punti, il mare, è censito come terreno. «Questo disallineamento fra la realtà di fatto e la realtà cartografica è stata resa ancor più palese dalla recente sentenza del Tar a favore di una nota ditta della provincia di Teramo che riconosce che quei tratti sono spiaggia e non terreni attribuendo agli enti pubblici possesso e obblighi di manutenzione», si legge nella nota delle Guide, «i lavori di aggiornamento delle cartografie della linea di costa sono necessari per iniziare una seria progettualità di difesa della costa dall’ erosione che sta avanzando. Le cause dell'erosione sono molte, e alcune devono essere combattute a Monte ed altre a Mare».
Le Guide auspicano una soluzione affinché la problematica dei confini del demanio marittimo venga risolta e che il fenomeno dell'erosione venga realmente arginato per quanto sia possibile. «Secondo l’’Ispra (istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) alcune delle linee consigliate sono la rinaturalizzazione e il ripristino delle aree dunali», conclude la nota, «e far ricreare le dune è uno dei pilastri anche del Pan della riserva».(l.v.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

