Case di riposo, buco da 8 milioni Rette basse e letti non accreditati

20 Ottobre 2020

Primo incontro in prefettura fra sindacati, cooperative e Asp 1, ne sarà riconvocato uno con Fioretti Serve dalla Regione un’iniezione di liquidità per pagare gli stipendi agli oltre 200 operatori

TERAMO. Incontro in prefettura sulla difficile situazione che vivono le quattro case di riposo che fanno capo alla Asp 1. Le cooperative che si occupano dei servizi hanno un’esposizione debitora di 6 milioni e mezzo di euro, a cui si aggiunge il milione e mezzo relativo ai fornitori.
«La prefettura ha preso atto della gravità della situazione, acquisendo dalle aziende presenti informazioni dettagliate sulla esposizione debitoria», osservano Pancrazio Cordone e Mauro Pettinaro della Cgil, Fabio Beninendi della Cisl, Tonino Di Giammartino della UilFpl ed Emidio Angelini della Ugl . All’incontro, oltre ai sindacati erano presenti tutte le cooperative, la Pap e la direttrice della Asl 1 Sandra Di Domenico. Assente, perchè non convocato in quanto l’incontro rientra in “una procedura di raffreddamento”, l’assessore regionale Piero Fioretti. «La prefettura avendo compreso la drammaticità della situazione, si è impegnata a coinvolgere i vertici della Regione e a riconvocare il tavolo entro una settimana», osservano i sindacati, «abbiamo già preannunciato che in caso di mancata convocazione entro lunedì prossimo, procederemo con la proclamazione dello sciopero». Sono diverse le cause per cui si è arrivati a un simile buco. «Le rette troppo basse, ferme al 2002», analizzano i sindacati, «e questo è la riprova che questo consiglio regionale e la giunta, in continuità con i precedenti, non affrontano il problema. Ogni giorno che passa si accumula più debito. Un altro intervento da fare è la modifica della legge regionale che istituisce l’Asp 1 che non prevede copertura finanziaria, ma la Regione dovrebbe anche accreditare i 51 posti già pronti (ne sono autorizzati altri 49, ma ancora non ci sono i requisiti, ndr)».
Secondo i sindacati in questo modo si dà respiro alle cooperative a medio e lungo termine ma «nell'immediato è necessaria un’iniezione di liquidità: la Regione aveva promesso che avrebbe versato 1,7 milioni per aiutare le cooperative a superare questo impasse, consentendo contemporaneamente il pagamento dello stipendio agli oltre 200 operatori».
Va ricordato infatti che a Teramo sono in ritardo solo quelli della Pap, ma a Civitella si arriva a due mesi, a Sant'Omero sono arrivati a 7 mesi di stipendio arretrato (si tira avanti con piccoli anticipi dalla cooperativa), a Nereto c’è un mese di ritardo.
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