Case di riposo, scontro sui debiti: «Il rischio di chiusura non esiste»

28 Maggio 2022

Canzio (commissario Asp1) spegne l’allarme dei sindacati sul futuro delle strutture e di 200 lavoratori «C’è un piano di risanamento e di valorizzazione del patrimonio immobiliare, l’azienda è ancora viva»

TERAMO. «Nessun rischio di chiusura». Roberto Canzio, commissario dell’Asp1, l’azienda regionale dei servizi alla persona, spegne l’allarme sul futuro delle case di riposo teramane. Ad accenderlo sono stati i sindacati, secondo i quali i 12 milioni di euro accumulati negli anni dall’ente di gestione mette a rischio la sopravvivenza dei servizi e il lavoro dei 200 operatori che li erogano quotidianamente. «I piani di rientro e rilancio messi a punto in questi mesi, dalla mia nomina a commissario il 22 dicembre scorso, vanno avanti pur se attesi da necessari passaggi», fa rilebvare Canzio, «l’Asp1 è viva, e dopo due mesi di lavoro serrato e certosino può contare su una identità di azienda e non è più in statica attesa di assistenzialismo da parte della Regione che viene, invece, sensibilizzata a supportarne il cambio di passo».
La situazione, insomma, sarebbe profondamente diversa rispetto al passato. «C’è una progettualità per permettere alla “De Benedictis” di rientrare del debito e garantirle vitalità», sottolinea il commissario, «questo necessita però di uno sforzo culturale che faccia uscire dall’idea delle case di riposo come in questi anni le abbiamo conosciute». Canzio ritiene «poco comprensibile» il nuovo allerta lanciato dalle organizzazioni di categoria. «È oggettivo che il debito da 12 milioni di euro si sia stratificato negli anni», puntualizza il commissario che rivendica il lavoro di accertamento fatto finora. «Non è, quindi, un’azienda che chiude per debiti, ma un’azienda a cui sono state date prospettive concrete, così come riporta il piano presentato informalmente anche ai sindacati», insiste Canzio, «piano che prevede, dopo il raggiungimento del pareggio di bilancio, significative economie finalizzate a che l’azienda, nel tempo, possa sanare la posizione debitoria. Tra l’altro contestualmente il valore dell’attuale patrimonio immobiliare dell’Asp1 si raddoppierà attestandosi tra i 100 e i 120 milioni di euro». Il commissario spiega, inoltre, che «la Regione ha compreso il cambio di passo e il confronto procede con la Asl, con gli uffici del Sociale e della Sanità dai quali c’è tutta la disponibilità a risolvere il problema». Canzio cita riunioni periodiche in «un percorso arrivato a conclusione e incentrato sull’adeguamento delle tariffe che oggi ci vengono riconosciute, così come si sta lavorando all’autorizzazione di quei 35 nuovi posti letto in attesa di procedere con il relativo bando. In quanto all’atteso contributo europeo di circa 2,5 milioni di euro, non riportato nel piano in quanto si tratta di risorse per coprire le maggiori spese durante l’emergenza Covid-19, sono state sollevate eccezioni su alcune problematiche. Anche su questo stiamo lavorando». (g.d.m.)
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