Case di riposo, è braccio di ferro: «Pagamenti ridotti per i servizi»

Piombaroli (Polis) replica a Canzio (Asp1) sui costi dell’assistenza nelle strutture a Teramo e Nereto: «Incassiamo 100mila euro in meno al mese, i sacrifici dei soci della coop evitano disagi agli anziani»
TERAMO . Si profila un braccio di ferro sulla gestione dei servizi assistenziali e sanitari nelle case di riposo di Teramo e Nereto. La cooperativa Polis, che chiede arretrati per oltre otto milioni di euro all’Asp1, l’azienda regionale cui fanno capo le strutture residenziali per anziani, resterà operativa fino al 15 settembre. Dal quel giorno in poi il commissario dell’ente Roberto Canzio, che era già pronto a rimpiazzare da oggi il gestore per il quale la prosecuzione del rapporto richiederebbe il versamento di almeno il 30 per cento dell’importo indicato a credito, valuterà come garantire i servizi. Nel frattempo il presidente della Polis Gianfranco Piombaroli contraddice la ricostruzione della vicenda e dei rapporti tra coop e azienda fornita dal rappresentante dell’Asp1.
«Non è vero che per la spesa corrente l’ente paghi regolarmente», tiene a precisare, «anzi, ogni mese l’ente paga con una riduzione di circa il 25 percento, così versando circa tremila euro al giorno in meno. Non è vero che l’ente paghi più della cifra mensile concordata; anzi, l’ente avrebbe dovuto pagare una rata mensile del debito pregresso, pari a circa 8,5 milioni di euro, e i servizi correnti per circa 400mila euro al mese, invece paga complessivamente circa 300mila euro mensili». Piombaroli fa una puntualizzazione anche sull’interruzione del rapporto che sarebbe dovuta scattare a fine agosto, sottolineando che questa non sarebbe stata voluta dalla cooperativa. «Anzi, pur avendo ogni ragione per la cessazione immediata, Polis si è resa disponibile a proseguire purché regolarmente pagata l’attività dei propri soci lavoratori, mentre l’ente era stato avvisato sin dal mese di maggio della insostenibilità della morosità e si è limitato a preannunciare un possibile incarico a nuovo soggetto, non dichiarando chi sia, solo a far tempo dal prossimo 16 settembre». Per il presidente, dunque, «l’assenza di ripercussioni sugli ospiti, lungi dall’essere il risultato dell’azione dell’ente, è conseguenza dello spirito di sacrificio della cooperativa Polis e dei suoi soci, che intendono scongiurare l’abbandono degli ospiti, nonostante le enormi e confermate mancanze dell’ente, che ancora venerdì scorso, 30 agosto, non è stato in grado di confermare l’avvenuto affidamento ad altro gestore, ancorché in riferita urgenza, a fronte della reiterazione di riferite gare ponte, considerando che l’ultimo bando pubblico risale ad oltre dieci anni or sono».
Piombaroli segnala anche particolari coincidenze temporali tra le richieste economiche della coop e gli atti dell’Asp1 per la riassegnazione dei servizi. «La delibera per l’affidamento in urgenza da parte del Rup (responsabile unico del procedimento ndr) e senza ancora individuazione del soggetto, al cospetto della scadenza della precedente “gara ponte” al 31 luglio 2024», tiene a far sapere il presidente, «sembra essere stata adottata dall’ente solo in data 26 agosto 2024 e solo in esito a ripetute diffide della cooperativa Polis a garanzia della continuità assistenziale per gli ospiti e occupazionale per i lavoratori». Il riferimento è alle due procedure avviate dall’azienda. La prima è destinata all’individuazione di nuovo gestore dei servizi per le case di riposo di Teramo e Nereto, ma anche per la struttura di Civitella, anch’essa di competenza dell’Assp1. In attesa che l’operazione vada in porto, nei tempi lunghi richiesti dalle norme, è stata attivata la seconda procedura che prevede una gara ponte per garantire la continuità assistenziale agli ospiti.
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