Case di riposo, è scontro Di Pasquale-Gatti

La presidente del Pd: «Riforma disastrosa». L’ex assessore: «Centrosinistra inattivo»
TERAMO. Sulle difficoltà dell’Asp 1 Di Pasquale attacca e Gatti risponde per le rime. Ha già l’acre sapore della campagna elettorale per le amministrative 2023 lo scambio di note tra la presidente regionale del Pd e l’ex assessore comunale e regionale di centrodestra, papabile candidato sindaco.
Manola Di Pasquale scrive: «Se stiamo assistendo al declino dell'Asp 1 e delle case di riposo di Teramo, Nereto e Civitella del Tronto è merito dell'assenza di una programmazione socio-sanitaria regionale e del colpevole disinteresse da parte del centrodestra al governo di questa Regione. Il declino di strutture così preziose per il tessuto socio-sanitario abruzzese, come le residenze per anziani, ha avuto un inizio ben preciso: la legge di riordino degli ex Ipab (Istituti pubblici di assistenza e beneficenza) trasformati in Asp (Aziende per i servizi alla persona). Una riforma portata avanti dal centrodestra e capitanata dall'allora assessore regionale alle Politiche sociali, Paolo Gatti, e dall'allora presidente della commissione Sanità e oggi assessore regionale, Nicoletta Verì. Un riordino che ha stravolto le 110 Ipab abruzzesi riducendole in otto Asp in Abruzzo, nonostante le resistenze e i ragionevoli dubbi degli operatori del settore che denunciavano l'inidoneità di quella legge di riforma. Ma il centrodestra ha tirato dritto e oggi raccogliamo i frutti nefasti: posizioni debitorie pesantissime, commissariamenti, problemi di tenuta dei servizi socio-sanitari e dei livelli occupazionali».
Questa la risposta di Gatti: «Vorrei dire a Manola Di Pasquale che la trasformazione delle ex Ipab in aziende di servizi alla persona è stata realizzata in tante regioni e con effetti positivi. In Abruzzo lo abbiamo fatto nel 2011. Peccato poi che nel 2014 si sia insediata la giunta di centrosinistra guidata da D’Alfonso e con assessore alle politiche sociali Marinella Sclocco. Se in cinque lunghi anni, dal 2014 al 2019, nulla è stato prodotto per le Asp, bisogna che la Di Pasquale ne chieda le ragioni agli amministratori regionali del suo partito. L’aver avuto questo salto spazio-temporale conferma l’attendibilità della Di Pasquale, ben nota ai cittadini teramani, che infatti l’hanno bocciata in tutte le competizioni elettorali in cui si è cimentata: sia come sindaco, sia come consigliere regionale, sia come parlamentare. Le auguro maggior fortuna per il futuro, suggerendole di studiare di più e di imparare a fare una politica meno personalizzata e più costruttiva».

