«Case inagibili, procedura errata»

23 Novembre 2016

L’opposizione: agli sfollati non va imposta la messa in sicurezza

TERAMO. La procedura adottata finora dal Comune per la messa in sicurezza delle abitazioni lesionate o rese inagibili dal sisma non convince i gruppi consiliari di Pd e “Teramo cambia”. I rappresentanti dell’opposizione sottolineano di aver ricevuto molte lamentele da parte dei cittadini destinatari delle ordinanze emesse dal sindaco Maurizio Brucchi. «I provvedimenti», spiegano, «oltre a prevedere l'evacuazione immediata dello stabile e l'interdizione dello stesso all'uso, impone di mettere in atto tutti i lavori di consolidamento che il caso richiede, di effettuare una verifica approfondita dell'intero sistema statico dell'immobile e di produrre idonea relazione di riscontro della verifica stessa e degli interventi di messa in sicurezza da porre in essere, entro 45 giorni dalla notifica».

Questa procedura, a detta dei gruppi del Pd e di “Teramo cambia”, pone molti dubbi circa gli obblighi a carico dei cittadini perché farebbe riferimento a «casi di ordinari non dovuti ad eventi eccezionali come i terremoti». Le perplessità aumentano nel constatare che «altri comuni interessati dal sisma non stanno adottando la stessa procedura». I due gruppi, dunque, chiedono di rivedere la procedura verificando che non sconfinino nelle competenze dei vigili del fuoco tramite il Gts.

Nel fratttempo la Protezione civile ha concluso le verifiche nei cimiteri e domani consegnerà la relazione con cui l’amministrazione comunale potrà avviare gli interventi di sistemazione. (g.d.m.)

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