Caso Calabretta, rito abbreviato per il medico del 118

26 Maggio 2017

PINETO. Sceglie il rito abbreviato Darush Barhi, il medico che soccorse il piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni che il 25 settembre del 2015 morì in campo durante una partita di calcio. Una...

PINETO. Sceglie il rito abbreviato Darush Barhi, il medico che soccorse il piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni che il 25 settembre del 2015 morì in campo durante una partita di calcio. Una morte causata, come stabilì l'autopsia, da una fibrillazione ventricolare alla cui base c'era una malformazione congenita. Al medico, all'epoca in servizio al 118, viene contestato l’omicidio colposo per il mancato uso del defibrillatore. Per lui la Procura aveva fatto richiesta d’archiviazione, richiesta respinta dal gip Giovanni de Rensis che ha accolto l’opposizione della famiglia del piccolo rappresentata dall’avvocato Giulio Calabretta. Nell’udienza preliminare di ieri il gup Domenico Canosa ha accolto la richiesta di rito abbreviato subordinato all’audizione di un infermiere che quel giorno era in servizio sull’ambulanza. Per il medico (assistito dall’avvocato Gianfranco Iadecola) il processo si svolgerà il 13 luglio. Archiviata, invece, la posizione del medico che aveva rilasciato il certificato di idoneità sportiva. Secondo l'autorità giudiziaria ha correttamente eseguito gli esami, visita ed elettrocardiogramma stabiliti dalle normative. Nell'Abruzzo del caso Morosini, l'uso del defibrillatore torna anche al centro di questa drammatica vicenda. Nella richiesta d'archiviazione il pm Stefano Giovagnoni aveva evidenziato il mancato uso del defibrillatore sostenendo però, nello stesso tempo, come solo se usato entro un determinato lasso di tempo lo strumento avrebbe potuto salvare la vita del bambino. Di diverso avviso è stato il gip che nell'ordinanza di imputazione coatta ha scritto: «Sarebbe stato doveroso l'utilizzo del defibrillatore sia a scopo di diagnosi che di terapia».(d.p.)
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