Caso Castagna, l’opposizione all’attacco

Provvisiero e Futuro In: «Lascia la Riccitelli perché manca programmazione sugli spazi culturali»
TERAMO. Le dimissioni del maestro Andrea Castagna dal consiglio d’amministrazione della società della musica e del teatro Primo Riccitelli, carica che ricopriva su designazione della maggioranza politica che guida il Comune di Teramo, scatenano l’opposizione in consiglio comunale. Castagna ha motivato il proprio abbandono in una lunga lettera in cui lamenta la mancata condivisione, ma anche la propria estromissione, riguardo alle scelte di politica culturale in città, a partire dalla non individuazione da parte dell’amministrazione D’Alberto di una sede alternativa per il teatro Comunale, chiuso per lavori che dureranno anni.
La rappresentante della minoranza consiliare nel Cda della Riccitelli, Caterina Provvisiero di Forza Italia, scrive in una nota: «Ancora una volta si evidenzia una attività dell’amministrazione del tutto superficiale e poco partecipativa, molto di facciata, così come è accaduto nella gestione dei lavori di ristrutturazione del teatro comunale il cui inizio, pur previsto e proclamato dall’amministrazione per il mese di giugno 2023, non si è ancora di fatto concretizzato, come il pari impegno di realizzare una struttura alternativa in breve tempo. Si naviga ancora nel campo delle ipotesi denotando la totale assenza di dovuta programmazione dell’amministrazione nel settore della cultura, che non fa eccezione rispetto alle capacità programmatorie di questa maggioranza in tutti i settori della vita pubblica cittadina».
Sulla stessa lunghezza d’onda una nota del coordinatore di Futuro In Giovannibattista Quintiliani, nella quale si legge: «Il maestro Castagna, persona empatica, seria e di grandissimo valore per cultura personale e capacità professionale, si è dimesso da componente del consiglio di amministrazione benché nominato dalla maggioranza consiliare del Comune di Teramo, perché non ascoltato, perché non coinvolto, perché usato come mostrina dal generale D’Alberto lider maximo di quell’esercito del selfie che amministra questa povera città. È alla portata di ogni cittadino quello che sta accadendo in città sulla cultura, intesa come proposta e come spazi di fruizione della proposta stessa. Non vi è proposta se non qualche evento in piazza e gli spazi, vedasi il teatro comunale, i siti archeologici, palazzo Delfico, la pinacoteca, sono o inagibili a causa del sisma e senza alcuna speranza di progettazione e successiva ricostruzione, come peraltro le scuole, il municipio e gran parte degli edifici pubblici, oppure sono oggetto di fantasmagorici progetti che vorrebbero illudere di guardare alla luna, invece sono fermi al dito. Tutto questo con capacità economiche e di spesa mai viste prima, grazie a fondi nazionali ed europei, Pnrr su tutti. Ringraziamo», conclude Quintiliani, «il maestro Castagna per l’onestà intellettuale dimostrata».

