Caso ex Monti, la giunta cerca un accordo

17 Dicembre 2014

Roseto, Pavone e i suoi devono ancora decidere se il Comune sarà o no parte civile nel processo

ROSETO. Nonostante il rinvio a giudizio disposto lunedì dal gup Domenico Canosa per gli indagati nella vicenda del Prusst ex Monti di Roseto, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Enio Pavone non ha ancora deciso se costituirsi parte civile. È ancora in tempo per farlo quando si aprirà il dibattimento, il 1° settembre 2015, ma intanto sindaco e giunta devono trovare un accordo sulla questione.

Oggetto del contendere un presunto abuso edilizio per il quale ci sono sette imputati: il costruttore, Giovanni Lucidi; il direttore dei lavori, Tito Rocci; i tecnici comunali Lorenzo Patacchini, Miranda Saponaro e Mario Di Nicola; il tecnico progettista, Mauro Torzolini; un privato che ha acquistato un appartamento, Paolo De Gregorio (gli ultimi due accusati di falso). La costituzione di parte civile è condizione essenziale affinché possa essere richiesto il risarcimento danni dal Comune. Un atto quasi obbligato, dunque, affinché l’ente in questione possa acquisire a patrimonio pubblico un bene derivante da un presunto abuso che non può essere sanato. In caso contrario, cioè qualora il Comune decida di non costituirsi parte civile nel processo, gli attuali amministratori dovrebbero rispondere alla Corte dei conti di tale volontà e, nel caso di una eventuale condanna degli imputati, sarebbero chiamati a rispondere in prima persona del danno procurato all’ente.

Per questi motivi sembrava scontato che l’ente si costituisse, ma finora Pavone e compagni hanno preso tempo, aspettando l’esito dell’udienza preliminare. Ora non hanno scelta: possono costituirsi solo nell’udienza del prossimo 1° settembre. Si apprende che se ne discuterà ancora all’interno della maggioranza, finora tutt’altro che compatta sull’argomento.(f.ce.)

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