Caso Petrella, scatta l’arresto bis con il braccialetto elettronico

1 Febbraio 2022

Il nuovo provvedimento arriva dopo il passaggio del fascicolo a Teramo per competenza territoriale I magistrati hanno chiesto l’autopsia sul paziente deceduto, verrà disposta la riesumazione

TERAMO. I passaggi obbligati dalle competenze territoriali dettate dal codice penale scandiscono una nuova tappa nella vicenda giudiziaria del medico Roberto Petrella, già destinatario di un provvedimento non definitivo di radiazione dall’Ordine dei medici. Al professionista ieri pomeriggio la polizia ha notificato una nuova ordinanza di misura cautelare ai domiciliari per omicidio colposo. Questa volta con il braccialetto elettronico. Per l’accusa le terapie consigliate telefonicamente a un suo paziente di Caserta avrebbero causato la morte dell’uomo stroncato da un infarto.
Il nuovo provvedimento
dei magistrati teramani
La nuova misura (firmata dal gip Marco Procaccini) è quella chiesta ed ottenuta dalla Procura teramana (i pm Silvia Scamurra e Stefano Giovagnoni titolari del fascicolo) dopo che gli atti sono arrivati dalla Procura di Catanzaro. Il gip di Catanzaro nell’emettere la prima ordinanza di custodia cautelare si era dichiarato territorialmente incompetente in considerazione del fatto che, ritiene l’autorità giudiziaria, la presunta condotta omissiva del medico sia avvenuta a Teramo con le telefonate intercorse tra Petrella e i familiari del paziente poi deceduto. Telefonate emerse nel corso di un’altra più vasta indagine dei magistrati calabresi sulle posizioni no vax del medico.
La richiesta dell’autopsia
con la riesumazione
Due le differenze sostanziali della richiesta dei pm teramani rispetto a quella dei colleghi di Catanzaro. La prima riguarda il reato: la Procura di Catanzaro, infatti, aveva chiesto la misura contestando al medico l’omicidio volontario (ipotesi non ravvisata dal gip nell’ordinanza) mentre quella teramana ha ipotizzato subito l’omicidio colposo. La seconda è la richiesta dell’autopsia sul paziente per cui sarà necessaria la riesumazione e per questo già nei prossimi giorni la Procura affiderà l’incarico a un medico legale. Dopo la prima ordinanza di custodia Petrella (difeso dall’avvocato Tommaso Navarra) si è difeso nel lunghissimo interrogatorio di garanzia davanti al gip Procaccini sostenendo di non aver fatto morire nessuno e di aver detto alla moglie del paziente deceduto di chiamare l’ambulanza. Diversa, a questo proposito, la ricostruzione fatta dai magistrati sulla base delle intercettazioni telefoniche.
Il paziente deceduto
a caserta
L’inchiesta riguarda la morte di Gennaro S., camionista casertano di 68 anni, con numerosi problemi di salute, che dal 2020 era in cura da Petrella. L’uomo e la compagna, come da questa riferito agli investigatori, avevano visto su Facebook diversi video del medico e l'avevano contattato per un consulto. Da quel momento il camionista ne era diventato un paziente. L'uomo più volte sarebbe stato a Teramo per farsi visitare. Da ottobre i contatti sarebbero stati solo telefonici. L'ultima volta la mattina del decesso, l’8 dicembre scorso, quando – sostiene l’accusa – Petrella ha prescritto al paziente, che accusava febbre alta e malesseri diffusi da giorni, vitamine e integratori a base di funghi, sconsigliandogli di recarsi in ospedale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA