Caso Savona, Campitelli a giudizio insieme a Di Giuseppe e Di Nicola

L’ex presidente biancorosso e i due ex direttori sportivi accusati di concorso in frode sportiva Il filone teramano di Dirty Soccer va in aula, prima udienza a dicembre davanti ai giudici di Rimini
TERAMO. La giustizia sportiva ormai da tempo ha emesso i suoi verdetti con la revoca della promozione in serie B del Teramo calcio e varie squalifiche personali. La giustizia penale, invece, ha altri tempi che quasi mai sono quelli della vita reale. E così a sei anni dalla presunta combine di Savona-Teramo, filone abruzzese dell’inchiesta Dirty Soccer partita da Catanzaro e ben presto estesa a gran parte dell’Italia per raccontare un’altra pagina nera del calcio scommesse, in tre vanno a processo.
Ieri mattina il gup di Rimini Manuel Bianchi ha rinviato a giudizio l’ex presidente del Teramo Calcio Luciano Campitelli, l’ex direttore sportivo del Teramo Calcio Marcello Di Giuseppe e l’ex direttore sportivo dell’Aquila calcio Ercole Di Nicola. L’accusa per tutti è di concorso in frode sportiva. Il processo inizierà il 17 dicembre davanti al tribunale di Rimini in composizione collegiale. Un processo che si aprirà dovendo fare i conti anche con i tempi della prescrizione che in questo caso sono vicinissimi. Campitelli è assistito dagli avvocati Anna Rodino Toscano e Stefano Maranella, Di Giuseppe dall’avvocato Libera D’Amelio e Di Nicola dall’avvocato D’Amelio con l’avvocato Maurilio Prioreschi. Il caso è arrivato a Rimini dopo che l’anno scorso così ha deciso il gip di Savona, accogliendo l’eccezione di incompetenza territoriale sollevata con forza dalla difesa di Di Giuseppe e Di Nicola (l’avvocato D’Amelio). Un provvedimento, quello adottato dal gip di Savona, che nei fatti ha seguito quello già adottato dal collega di Catanzaro che all’epoca ha ritenuto di accogliere l’eccezione presentata dalle varie difese degli indagati dell’inchiesta madre e riguardante il reato più grave contestato, ovvero l’associazione per delinquere (in questo caso ipotizzata solo nei confronti di Di Nicola), di competenza del tribunale di Rimini.
Va detto, in questa lunga e complessa vicenda, che già in qualche altra occasione lo stralcio sulla presunta combine di Savona-Teramo, sempre in accoglimento di un’eccezione della difesa, era passato a Savona. Da qui l’ulteriore spostamento in un altro tribunale. L'operazione Dirty Soccer era scattata nel maggio del 2015 e aveva portato all'arresto di 50 persone e a 70 indagati. Per la Dda di Catanzaro sarebbe stata organizzata una serie di combine di partite di calcio dei campionati di Lega Pro e serie D nella stagione 2014-15. Dell'organizzazione avrebbero fatto parte giocatori, allenatori e direttori sportivi che, sempre secondo l’accusa, avrebbero alterato i risultati di alcuni match con lo scopo di realizzare vincite attraverso il sistema delle scommesse. Secondo la ricostruzione fatta all’epoca dagli investigatori, sarebbe stato di 30mila euro il prezzo della presunta combine organizzata per truccare la partita di calcio Savona-Teramo disputata nel maggio del 2015 nell'ambito del campionato di Lega Pro, che aveva permesso al Teramo calcio di ottenere la promozione in serie B con una giornata di anticipo. Accuse che, nel corso degli anni, sono state sempre respinte dagli indagati. Ma al di là delle eventuali responsabilità penali che dovranno essere accertate dall’autorità giudiziaria nel corso del processo, a raccontare per sempre quei giorni resterà l’amarezza di tantissimi tifosi teramani che in poco tempo hanno visto sfumare il sogno della serie B.
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