Caso Stam, decisiva la distanza dalle case

Colonnella, il Comune dopo il ricorso al Tar chiede una perizia sulla posizione dell’impianto di compost
COLONNELLA. La distanza tra il centro abitato di Vallecupa di Colonnella e la Stam oggetto di un nuovo ricorso al Tar da parte del Comune contro la Regione Abruzzo. Si aggiunge dunque un ulteriore elemento alla controversia che vede da una parte l’amministrazione Pollastrelli e dall’altra l’azienda che produce compost.
A maggio 2016 la Regione ha rinnovato l’autorizzazione all’attività per altri dieci anni, concedendo poi a gennaio 2018 un’ulteriore proroga di due anni. Provvedimento che, alla luce dei disagi vissuti nella zona di Colonnella per le emissioni maleodoranti prodotte dall’impianto, ha portato il Comune ad impugnare il provvedimento al tribunale amministrativo. All’iter si aggiunge ora la richiesta di una perizia tecnica che determini le distanze che intercorrono tra l’azienda e il centro abitato. Per il Comune, difeso dall’avvocato Fausto Corti, la perizia servirebbe a dimostrare l’illegittimità dell’autorizzazione rilasciata dalla Regione, poiché ci si troverebbe di fronte a violazioni di una specifica legge regionale sulla localizzazione degli impianti di compostaggio.
La norma indica come criterio “escludente” per il sito la distanza dai centri e nuclei abitati inferiore a 500 metri e la distanza dalle case sparse inferiore a 200 metri: criteri in cui, secondo il Comune, rientrerebbe la Stam. Nelle conferenze dei servizi intercorse nei mesi con la Regione, la Provincia e gli altri enti coinvolti, il sindaco Leandro Pollastrelli e i tecnici comunali hanno presentato foto, planimetrie catastali e distanze delle abitazioni circostanti all’impianto.
Documenti che, pur essendo stati visionati, non sono risultati ostativi per la Regione al rilascio dei permessi per l’azienda. Da qui la richiesta al Tar di una consulenza tecnica da far valere nel contenzioso.
Cinzia Rosati
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