Caso traforo, oggi consiglio provinciale

E venerdì un’assemblea dei sindaci con Marsilio. L’Osservatorio sull’acqua: «No al commissario»
TERAMO. La paventata chiusura per “ragioni di sicurezza” della A24 da parte della società “Strada dei Parchi” impone, secondo il presidente della Provincia Diego Di Bonaventura, un’accelerazione del percorso da intraprendere per la messa in sicurezza della falda acquifera del Gran Sasso con un preciso impegno da parte del Governo così come già richiesto. A questo scopo è stata convocata per venerdì 3 maggio, alle 10, l’Assemblea dei sindaci allargata alla partecipazione dei massimi rappresentanti della Regione Abruzzo e delle istituzioni. Sono stati invitati il presidente regionale Marco Marsilio, il vicepresidente Emanuele Imprudente, i consiglieri regionali teramani, i parlamentari e le associazioni ambientaliste. Oggi inoltre, a partire dalle 16, si svolgerà un consiglio provinciale “d’urgenza” convocato su richiesta della Casa dei Comuni con all’ordine del giorno un unico punto: l’annunciata decisione di Strada dei Parchi di chiudere l’autostrada il prossimo 19 maggio e i problemi connessi a questa presa di posizione della società che gestisce l’autostrada.
L’OSSERVATORIO. I rappresentanti dell'Osservatorio indipendente sull'acqua del Gran Sasso ieri a Teramo hanno incontrato la stampa. Alla vigilia della richiesta di un commissario da parte della Regione, che l'Osservatorio ritiene essere l'ennesima «mossa di una partita a scacchi giocata a danno dell'ambiente e della salute degli abruzzesi», le forze ambientaliste e d'opinione hanno anche ribadito la nomina di un legale, l'avvocato Domenico Giordano, incaricato di presentare la costituzione di parte civile nel processo con citazione diretta che sarà celebrato nei prossimi mesi, a Teramo, sul sistema acqua. «È paradossale che Strada dei Parchi voglia in qualche modo tirarsi fuori», ha detto Dante Caserta, vice presidente Wwf Italia, «da questa situazione annunciando la chiusura di un collegamento autostradale definito strategico dopo aver presentato su richiesta della Regione un progetto di messa in sicurezza per la parte che la riguarda». Ricordando la non proprio «utilissima» precedente investitura di un commissario, nel 2003 e dopo un incidente nei laboratori, con la spesa di 84 milioni di euro e senza che il problema fosse risolto, l'Osservatorio ricorda che nemmeno oggi, a distanza di due anni dall'incidente del maggio 2017 che scatenò la crisi dell'acqua tra gli abruzzesi, «non è stato impermeabilizzato neppure un metro quadro né dei laboratori, né delle gallerie, così come non è stato portato via neppure un chilo delle sostanze pericolose stoccate nei laboratori. Quanto è accaduto due anni fa potrebbe verificarsi anche oggi, nonostante sia trascorso tanto tempo e la Procura di Teramo abbia trasmesso da tempo a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali le conclusioni della consulenza dei tre esperti incaricati durante le indagini, richiamando ciascun ente alle proprie responsabilità». Per questo motivo l'Osservatorio convocherà un nuovo incontro pubblico il prossimo 18 maggio, a Teramo, per un confronto con le istituzioni e i cittadini.

