Castelli dà l’addio al suo sindaco

Piazza gremita per il funerale di Enzo De Rosa. Il vescovo: «Un uomo al servizio della gente»
CASTELLI. Bandiere a mezz'asta, negozi, bar e scuole chiuse. Castelli, come Isola del Gran Sasso solo otto giorni fa con l’addio al primo cittadino Alfredo Di Varano, ha voluto dare così l'ultimo saluto al sindaco Enzo De Rosa, 61 anni, morto giovedì mattina all'ospedale di Teramo dopo aver lottato con tutte le sue forze contro una malattia. Una piazza gremita ha atteso in assoluto silenzio che il feretro arrivasse dalla chiesa di San Rocco, dove era stata allestita nella mattinata di ieri la camera ardente. L'inno di Mameli, suonato dal complesso bandistico di Tossicia ha dato il via al rito funebre officiato dal vescovo di Teramo Michele Seccia e concelebrato dal rettore del santuario di San Gabriele padre Natale Panetta.
A fare da colonna sonora alla liturgia il coro parrocchiale di Castelli e il locale gruppo scout. «Con Enzo», ha esordito il vescovo , «se ne va una porzione importante di Castelli. E allora chiediamo a lui il dono di poterci mettere al servizio per tutelare i valori di questa comunità troppe volte dimenticata. Una comunità per la quale Enzo ha lavorato tanto e che amava. Il suo era spirito di servizio. Neppure la sua sofferenza ha assopito in lui il desiderio di tornare a Castelli, che poi non si è realizzato. Ecco siamo in piazza fuori questa Chiesa madre che attende da alcuni anni la riapertura. Facciamo in modo che tutto questo patrimonio, al quale teneva tanto, non venga trascurato ma valorizzato. Proseguiamo ciò che lui non è riuscito a compiere». Presenti il senatore Paolo Tancredi, il consigliere regionale Paolo Gatti, il presidente del Centro Ceramico castellano Giorgio Pistocchi, il presidente del Bim Franco Iachetti, il commissario della Comunità Montana del Gran Sasso Nando Timoteo, il direttore del Parco Marcello Maranella e tutti i sindaci del Teramano, oltre che diversi sindaci provenienti da altre province (L'Aquila e Pescara). E in tanti hanno voluto dare l'ultimo saluto al primo cittadino con ricordi toccanti e commoventi, come le due figlie Evandra e Fabiana, che lo hanno ricordato come «artista, pittore, padre, marito, sindaco, organizzatore di eventi e avvocato fai da te. Caro papà hai vissuto la vita con la sensibilità che solo un artista può avere». E il suo talento artistico è stato richiamato anche dal compagno di scuola Renato Alleva e dalla sorella Marilena. «Volevi far conoscere a tutti quell'Abruzzo di cui eri innamorato», ha concluso la sorella, «tanto da voler portare fino alla Comunità Europea il tuo progetto dei borghi più belli del Gran Sasso e le ceramiche della tua Castelli, che ti ha accolto da giovanissimo e dove hai scelto di dipingere, sposarti, fare il sindaco, vivere».
L'amore per Castelli è stato ribadito anche dal consigliere comunale Maurizio Carbone che ha sottolineato come «Enzo volava in alto per riportare Castelli ai vertici dei suoi antichi splendori».
Catia Di Luigi
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