Castelli: la ricostruzione accelera ma restano lavori per 20 miliardi

Il commissario fa il punto sulla riparazione dei danni nei 138 comuni colpiti del Centro Italia: «Segnali incoraggianti dopo tante false partenze, ma in 30mila sono ancora fuori dalle loro case»
TERAMO . «Cambio di passo». Sono le parole con cui il commissario per la ricostruzione post-sisma del Centro Italia Guido Castelli sottolinea il settimo anniversario della violenza scossa del 30 ottobre 2016. Fu quella che ha creato i maggiori danni a Teramo, costringendo l’amministrazione comunale a chiudere scuole e uffici lesionati e che ha avviato la lunga serie di inagibilità dichiarate per abitazioni culminata con oltre cinquemila sfollati. Ieri Castelli era a Norcia, per la prima messa celebrata nella storica basilica in ricostruzione dopo il terremoto che ha avuto lì il suo epicentro sette anni fa ed ha colto l’occasione per fare il punto sulla rinascita dei territori del cratere.
LA SVOLTA
«In questi sette anni abbiamo dovuto registrare troppe false partenze nel percorso della ricostruzione», evidenzia il commissario, «ora mi sembra giusto segnare, in questo anniversario, l’avvio di un sensibile cambio di passo». Castelli cita «episodi di questi ultimi mesi cui dobbiamo guardare con fiducia» e tra questi indica proprio la riapertura, parziale ma carica di significati non solo religiosi, della basilica di San Benedetto a Norcia. «Un cambio di passo è in atto», ribadisce il commissario, «anche grazie al sostegno e all'attenzione dimostrata nei confronti dell'Appennino centrale dal Governo». Castelli fa riferimento all’adeguamento sismico della scuola media Don Giussani, al finanziamento di oltre 8,5 milioni per la Don Milani a Pizzoli (L’Aquila) e al ripristino del complesso di Santa Maria di Piazza a Mogliano (Macerata). La riparazione dei danni, però, è ancora lunga. «Ci sono lavori per almeno nove miliardi per la ricostruzione pubblica e almeno 11 miliardi per quella privata», osserva Castelli, «restano troppe persone, circa 30mila, che vivono fuori dalle loro case e questo non ci può rendere tranquilli. Ma anche sul fronte dalla ricostruzione privata devo segnalare che nel solo mese di ottobre sono stati liquidati 135 milioni di euro per i lavori eseguiti».
SBLOCCARE IL 110%
Il percorso ha dovuto e deve fare i conti con contingenze avverse. Il commissario ricorda il «caso del Superbonus 110%» che ha distolto molte imprese dalle attività nei 138 comuni colpiti dal sisma, con conseguenti problemi di liquidità. Ci sono 700 milioni di euro da sbloccare per «ridare ossigeno» alla ricostruzione. «L’assenza di un plafond finanziario rischia di compromettere molti recuperi edilizi in corso», avverte Castelli, «per questo ci stiamo adoperando per aggiungere al contributo sisma anche il 110% che sarà attivo nelle zone del cratere per tutto il 2025. Sono fiducioso che molti crediti possano essere sbloccati, secondo le modalità che hanno potuto farci raggiungere un accordo con Mps per rimettere in circolo, questa estate, 200 milioni di euro per le imprese attive. Oltre alla ricostruzione continuano le azioni per assicurare la rigenerazione del tessuto sociale ed economico del territorio ferito dal sisma. Il progetto NextAppennino, finanziano con il fondo complementare al Pnrr, ha assegnato quasi 400 milioni di euro per più di 1.300 imprese, generando investimenti complessivi di oltre 760 milioni.
L’INCONTRO CON IL PAPA
La ricostruzione procede, rileva Castelli, con un’attenzione particolare all’ecosistema. Questa si accompagna a una preventiva azione di messa in sicurezza. Alla Cop28 di Dubai la struttura commissariale avrà occasione di raccontare le «buone pratiche» avviate. «Ho avuto l’onore di anticiparle al santo padre, che tanta attenzione sta prestando alle questioni di sostenibilità ambientale e sociale nel corso di una udienza privata che mi ha concesso», rivela Castelli. Durante l’incontro con papa Francesco, il 26 ottobre, nell’anniversario della nuova sequenza sismica culminata con le scosse del 30 ottobre, è stata annunciata un’udienza speciale e straordinaria con i sindaci dei 138 comuni del cratere. L’appuntamento è per venerdì 24 novembre. «Non si tratta solo di un grande conforto per tutti coloro che condividono le ferite della tragedia di sette anni fa», conclude i commissario, «ma di un’occasione forte di ripartenza: il sostegno del papa sarà utile a tutti per proseguire con coraggio nella rigenerazione del territorio, delle comunità che lo abitano e delle imprese che vi lavorano».
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