Castelli, monumento per ricordare Falcone e Borsellino

30 Maggio 2019

Lo ha inaugurato la sorella del giudice ucciso a Capaci che ha partecipato anche a un incontro all’università

TERAMO. “Cerchiamo, con il nostro esempio e con il nostro modo di vivere, di costruire una società diversa che creda nei valori, perché senza quei valori io oggi sarei più disperata». È uno dei messaggi chiave lanciato ai giovani da Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni Falcone, che ieri mattina, nell’ambito delle iniziative della Scuola di legalità istituita dall’università di Teramo, ha incontrato gli studenti dell’ateneo per un momento di riflessione a pochi giorni dalle commemorazioni in ricordo della strage di Capaci. «Quando voi siete nati Giovanni Falcone non c’era già più», ha detto Maria Falcone, «eppure a 27 anni dalla sua morte voi siete in tanti qua per parlare di lui, per sapere chi era Giovanni. Il fatto di vedervi qui in tanti mi fa pensare che poi l’Italia non sia, come sempre si dice, un paese che dimentica». In un’aula gremita, davanti agli studenti e a tutte le istituzioni del territorio, Maria Falcone, dopo l’introduzione del rettore Dino Mastrocola, ha portato una testimonianza dell’eredità lasciata dal fratello nella lotta alla mafia e nella difesa dei valori democratici per poi partecipare all’inaugurazione, al liceo artistico Grue di Castelli,del monumento “Il sorriso”. Un’opera simbolo di legalità che è stata scolpita su pietra della Majella dagli alunni della scuola d’arte sotto la guida del maestro e scultore Valentino Giampaoli, che rappresenta l’immagine più celebre di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e che girerà l’Italia, nell’ambito delle iniziative del Premio Borsellino toccando tuti i posti dove si svolgeranno iniziative contro le mafie. A tagliare il nastro è stata proprio Maria, che ha poi incontrato gli studenti nell’aula magna dell’istituto. «Gli uomini passano, ma le idee restano, la frase di Giovanni che in parte avete scritto sul monumento», ha detto, «è il testamento morale che ci ha lasciato perché il suo timore era che le idee sulla mafia venissero dimenticate. Ma la mafia è un problema grandissimo che deve essere combattuto da tutti, ognuno per la propria parte». Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, la dirigente scolastica Eleonora Magno, il sindaco di Castelli Rinaldo Seca, il vice capo della polizia e presidente del 26esimo Premio nazionale Borsellino Luigi Savina.(a.m.)
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