Castelli: pronti al rilancio delle aree interne

22 Gennaio 2023

Dibattito a Montorio sul post-sisma, il commissario: «Le case ricostruite non devono restare vuote»

MONTORIO AL VOMANO. «Alla ricostruzione fisica va affiancata la rigenerazione economica e sociale dei territori colpiti dal terremoto». Il commissario per ricostruzione post-sisma del Centro Italia Guido Castelli sceglie Montorio al Vomano, comune dell’area interna teramana, come scenario per ridefinire la strategia di rinascita dei centri feriti dalla sequenza sismica a cavallo tra fine 2016 e inizio del 2017. Ospite di “(Ri)abitare il futuro”, la tavola rotonda organizzata dalla Caritas diocesana diretta da don Enzo Manes, che nel convento degli Zoccolanti ha aperto il calendario degli eventi per l’anno giubilare in onore di San Berardo, il senatore indica il doppio binario lungo il quale si devono muovere gli interventi per uscire dall’emergenza. «È necessario continuare a sostenere l’economia di questi territori», evidenzia, «perché non possiamo permetterci di ricostruire abitazioni destinate a restare drammaticamente vuote». La lotta allo spopolamento delle aree interne «in sofferenza già prima del terremoto», sottolinea Castelli, deve passare attraverso investimenti come quelli attivati dal fondo complementare del Pnnr per il post-sisma e la spinta ulteriore alla ricostruzione pubblica. «Dalla definizione delle norme», osserva il commissario, «bisogna passare all’apertura dei cantieri per arrivare ai collaudi delle opere».
A chiarire il senso dell’iniziativa montoriese è il vescovo Lorenzo Leuzzi. «La chiave per il futuro delle aree interne è coniugare appartenenza e senso di globalità», tiene a precisare, «in un mondo globalizzato l’appartenenza territoriale alla comunità è importante. Solo a partire da questo senso di appartenenza è possibile valorizzare e aiutare i giovani talenti. Quelli che decidono di restare nei luoghi d’origine ad aiutarli a comprendere che la loro permanenza non è una scelta di marginalità, ma è una scelta importante per la costruzione di tutta la società». Tra i relatori della tavola rotonda anche il rettore Dino Mastrocola. «L’università, nel suo ruolo di prossimità, si conferma baluardo e presidio economico fondamentale per i territori interni», afferma ricordando che proprio a una delle linee di finanziamento aperte con il fondo complementare fa capo l’attivazione di poli universitari d’eccellenza in ognuna delle quattro regioni del cratere sismico, «agroalimentare e turismo, nello specifico, sono due chiavi di volta per il futuro della nostra area. Il nuovo corso in Diritto dell’ambiente dell’università di Teramo è unico a livello nazionale e ci aspettiamo interesse verso questa proposta formativa. Altro elemento decisivo è l’inclusione: daremo l’opportunità a disabili che non il diploma di iscriversi per ottenere un attestato di frequenza». (g.d.m.)