Castelli protesta con L’Aquila: «Ridateci la statua»

26 Luglio 2020

La Madonna col bambino, pregevole opera lignea del 1100 è stata presa in prestito per una mostra e non è più ritornata

CASTELLI. Perché la Madonna col Bambino non torna a Castelli? Se lo chiede tutta la comunità castellana. La pregevole statua lignea della Madonna in trono col Bambino, opera di un maestro abruzzese databile secondo gli studiosi, da Giammario Sgattoni a Ferdinando Bologna, agli ultimi decenni del 1100, si trova all’Aquila, esposta nelle sale del Munda, il Museo nazionale d’Abruzzo, dove si è fermata dopo un giro di mostre in varie città italiane.
Spiega il parroco don Franco D’Angelo: «Nonostante la richiesta ufficiale di restituzione dell’opera alla chiesa madre di Castelli da parte di due vescovi di Teramo, prima monsignor Michele Seccia poi monsignor Lorenzo Leuzzi, la statua è rimasta a L’Aquila». La Madonna in trono col Bambino, scultura in legno di noce, policroma con tracce di doratura (150 x 50 x 64 cm le dimensioni), apparteneva in origine all’abbazia benedettina di San Salvatore, andata distrutta.
In seguito fu portata al complesso francescano della Madonna degli Angeli per arrivare infine, negli anni Sessanta del Novecento, alla chiesa di San Giovanni Battista. Quando iniziò il restauro della chiesa madre castellana, prima del terremoto del 2009, la statua fu temporaneamente ricoverata nel magazzino del Museo delle ceramiche, come ricorda il parroco.
Dopo il sisma, che rese inagibile San Giovanni Battista, la Soprintendenza ai Beni storici artistici etnoantropologici d’Abruzzo chiese in prestito la Madonna. «La soprintendente Lucia Arbace chiese la statua per una grande mostra itinerante in tutta Italia delle Madonne lignee salvate dal terremoto» precisa don Franco. «La Madonna col bambino entrò nel programma di restauro “Restituzioni”, finanziato da Intesa San Paolo. La statua di Castelli fu restaurata a Celano. Quando nel dicembre 2010 andai alla presentazione dell’opera restaurata, al castello Piccolomini di Celano, la dottoressa Arbace mi rassicurò sul ritorno della statua a Castelli dopo il giro di mostre. Però la statua si è poi fermata a L’Aquila e qui non è tornata». La Madonna di Castelli fece parte della grande mostra itinerante curata da Lucia Arbace “La Sapienza risplende. Madonne d’Abruzzo tra Medioevo e Rinascimento” (il titolo allude a Maria come Sedes Sapientiae), che partì dal Meeting dei popoli a Rimini, fece tappa anche a Teramo tra novembre 2011 e gennaio 2012, ed ebbe il merito di mostrare al pubblico italiano opere rese invisibili dal sisma.
I castellani aspettano ancora il ritorno della preziosa opera, alla quale l’artista Nino Di Simone ha dedicato una poesia. «Diamo atto alla Soprintendenza di aver esposto la statua in mostre importanti, ma ora deve tornare a casa» dice il maestro, che per San Giovanni Battista ha realizzato un anno fa una monumentale Via Crucis in ceramica. «Non c’è nemmeno la scusa dell’inagibilità della chiesa, che è stata riaperta ed è dotata di un sistema di allarme». La chiesa di San Giovanni Battista è stata riaperta al culto il 5 novembre 2017 dopo gli interventi di restauro per riparare i danni dei terremoti. Già da quella data avrebbe potuto riaccogliere la Madonna col Bambino.
«Non so se la Soprintendenza abbia risposto alle lettere dei due vescovi. So solo che la Madonna continua a rimanere al Munda», conclude don Franco, che sottolinea il valore simbolico e identitario dell’opera per la comunità: «Il patrono di Castelli è Sant’Eusanio, ma una grandissima devozione popolare accompagna la Madonna col Bambino, un riferimento per Castelli e per tutta la Valle Siciliana».
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