Castello, la Regione ritira i fondi ed è lite Brucchi-Pd

17 Luglio 2014

Saltano i due milioni. Mariani: «Saranno assegnati di nuovo» Di Pasquale: «Quel finanziamento in realtà non c’è mai stato»

TERAMO. Si riaccende il dibattito sul recupero del castello Della Monica. A rilanciare la questione nel corso del consiglio comunale di martedì pomeriggio è stato il capogruppo del Movimento 5 Stelle Fabio Berardini. Il consigliere ha chiesto aggiornamenti al sindaco Maurizio Brucchi sull’arrivo, annunciato in piena campagna elettorale, del finanziamento di 2 milioni e centomila euro che la Regione avrebbe destinato alla riqualificazione del monumento.

La domanda posta dal rappresentante dell’M5S ha offerto l’opportunità al primo cittadino di spiegare che la delibera contenente i fondi per il Castello è stata sospesa in autotutela dalla nuova giunta regionale guidata da Luciano D’Alfonso. Brucchi si è detto sicuro del fatto che lo stanziamento sarà riassegnato al termine delle verifiche avviate dalla Regione, ma non è stato del tutto fugato il dubbio che i soldi possano sparire del tutto rinviando sine die i lavori di recupero del monumento teramano.

Per questo sulla questione interviene il capogruppo del Pd in consiglio regionale Sandro Mariani. «Il sindaco può stare tranquillo che le istanze di Teramo sono già presenti all’Emiciclo», sottolinea in una nota, «e verranno considerate come prioritarie nella nuova assegnazione dei fondi». Per il consigliere del Pd, dunque, la vicenda è già chiara. La revoca della delibera in cui erano stanziati i 2,1 milioni di euro per il Castello è stata «un atto dovuto a seguito del parere della Direzione, che ha sollevato una mancata ottemperanza ai criteri di programmazione del Cipe».

In pratica, il criterio di distribuzione dei fondi tra le quattro province abruzzesi, a detta di Mariani, avrebbe reso il provvedimento impugnabile, esponendo al rischio di successivo annullamento. La giunta regionale, dunque, ha deciso di sospenderlo in attesa di ulteriori approfondimenti. «Questo non significa», chiarisce il capogruppo regionale del Pd, «che il castello Della Monica non sia tra le priorità strategiche da reinserire nella programmazione per la distribuzione di questi fondi residuali».

Sempre secondo Mariani, il governatore Luciano D’Alfonso si è già impegnato a predisporre la nuova delibera entro un mese dalla revoca di quella precedente. L’atto con la riassegnazione dei finanziamenti, insomma, dovrebbe essere pronto per l’8 agosto. «Il mio impegno personale», conclude il capogruppo del Pd in consiglio regionale, «sarà affinché il progetto presentato dal Comune di Teramo sia tra le priorità per la nostra città e dunque venga rifinanziato con il nuovo atto, certi della correttezza della procedura amministrativa».

Sulla questione interviene anche Manola Di Pasquale che, a nome del gruppo consiliare del Partito democratico in Comune, definisce un bluff lo stanziamento dei fondi per il Castello da parte della giunta regionale guidata da Gianni Chiodi. «La delibera del 31 marzo 2014 che prevedeva il finanziamento, non è stato altro che un atto di sapore elettorale, privo di qualsiasi fondamento amministrativo e finanziario», afferma l’ex candidata sindaco del centrosinistra, «un chiaro inganno, privo di forma e di sostanza».

Brucchi, dunque, a detta della consigliera del Pd, «continua a raccontare balle alla città», avallando il messaggio ingannevole contenuto nel provvedimento che il nuovo governo regionale ha dovuto bloccare per non perdere del tutto le risorse disponibili. L'attribuzione dei 2,1 milioni di euro, infatti, sarebbe derivata dalla ripartizione tra le quattro province abruzzesi di un residuo di fondi Par-Fsc in assenza, però, della necessaria piattaforma programmatica che giustifichi l'assegnazione delle somme. «Il finanziamento per il castello Della Monica realmente non è mai esistito», conclude Manola Di Pasquale, «questa è l’unica verità».

Gennaro Della Monica

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