Castiglione, camion rompe il tubo del gas

27 Marzo 2015

La conduttura passa sotto la strada in un punto soggetto a frane. Allarme in paese, niente metano nelle case

Una rottura alla rete del gas si è verificata ieri a Castiglione Messer Raimondo, precisamente in località San Salvatore, alle porte del paese. E’ stato il forte odore di gas ad allarmare un abitante della zona che ha immediatamente chiamato i soccorsi. Sul posto, intorno alle 12 di ieri, sono arrivati i vigili del fuoco di Roseto, i carabinieri di Bisenti, i vigili urbani e i tecnici della Italgas. La fuga di gas sembra essere dipesa dalla rottura del tubo in plastica del gasdotto che in quel punto attraversa la strada. Si tratta di un tratto della sp 365, un punto soggetto a pericolosi movimenti franosi aggravati dalle piogge e dalla neve dele settimane scorse.

Per garantire la viabilità sono stati sistemati sul punto franoso materiali quali terra e breccia che hanno creato un pericoloso dosso. Sono tante le auto e i mezzi pesanti che passano in quel punto e proprio il passaggio di un camion ieri mattina sembra aver provocato la rottura. Il gas fuoriuscito ha creato una profonda crepa sulla strada che ha tenuto con il fiato sospeso la popolazione. I tecnici sono intervenuti lavorando fino a tarda serata per sostituire il tubo e mettere in sicurezza la strada che per tutta la giornata è rimasta chiusa. Un danno che sino a tarda serata ha lasciato senza gas le famiglie di Arsita e Bisenti. Parallelamente alla rottura di Castiglione, un altro danno alla rete gas si è verificato a Montefino, un problema di lieve entità rientrato in poco tempo. «Servono interventi importanti di messa in sicurezza delle strade», commentano alcuni cittadini, «la sp 365 è in pessime condizioni». Questa strada infatti resta infatti ancora chiusa al km 23, nel comune di Bisenti, per lo smottamento che ha fatto franare entrambe le carreggiate. Una chiusura che arreca non pochi disagi ai cittadini. aQuello che più ci preoccupa - commenta un residente della zona Luciano Scocchia,«è che non c'è certezza sugli interventi e sui tempi. Non è certa la copertura finanziaria e noi siamo costretti da settimane a lasciare una macchina a un lato della frana, attraversarla a piedi, e salire su un'altra auto lasciata dall'altra parte. I disagi si aggiungono ai tanti giorni di chiusura di quella zona per il rifacimento del ponte che per 40 giorni nei mesi scorsi ha impedito il passaggio, allora almeno avevamo i tempi certi per la riapertura, ora siamo soli con i nostri problemi».

Evelina Frisa

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