Castiglione sorride Tutti i ricoverati sono stati dimessi

Il sindaco del centro più colpito della ex zona rossa: «Li ho sentiti e stanno meglio. Per noi torna la speranza»
CASTIGLIONE MESSER RAIMONDO. La speranza che il peggio sia passato è nei numeri: da qualche giorno sono tutti a casa. Anche l’ultimo malato è stato dimesso dall’ospedale. A Castiglione Messer Raimondo, il centro della ex zona rossa della Val Fino che con le sue 14 vittime ha pagato il prezzo più alto, volti e storie continuano a scandire il quotidiano. «Abbiamo ancora una trentina di positivi che sono in fase di guarigione», dice il sindaco Vincenzo D’Ercole, contagiato e guarito, «ma ora nessuno dei nostri concittadini è in ospedale. Sono tutti tornati a casa, li ho sentiti telefonicamente e lentamente si stanno riprendendo. Non sarà facile, ma vogliamo sperare che la fase peggiore sia passata. In uno dei momenti più difficili che la nostra comunità ricordi questa notizia rappresenta un segnale di speranza, forse il primo di questi giorni durissimi».
Il piccolo centro considerato la “Vò d'Abruzzo”, con i suoi 83 casi di Covid-19 e 14 morti su poco più di duemila abitanti, è stato in zona rossa fino allo scorso 24 aprile, quando la Regione, vista la relazione della Asl di Teramo che ha evidenziato miglioramenti nel quadro epidemiologico, ha interrotto le maggiori restrizioni nella Val Fino. Per sabato a Castiglione sono in programma altri tamponi: si tratta di una raffica di test programmati per confermare delle negatività. «Ci auguriamo», continua il primo cittadino, «di avere risultati buoni». E nei giorni scorsi la giunta comunale ha deciso di esentare le imprese dal pagamento della Tari. «Abbiamo chiesto alle istituzioni sovracomunali uno sforzo e un aiuto per il nostro territorio», spiega D’Ercole, «per le nostre aziende e attività che stanno subendo in maniera ancora più dura le restrizioni dovute all'emergenza. Oltre a chiedere aiuto e a far sentire il nostro grido di allarme, ci siamo messi al lavoro con tutte le forze e abbiamo voluto dare una mano concreta alle attività del nostro territorio».(d.p.)
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