Castrogno, denunciate anche carenze sanitarie

TERAMO. Tornano ad accendersi i riflettori sulle condizioni allarmanti e le criticità del carcere di Teramo. Ieri, nell'ambito dell'iniziativa "Estate in carcere", si è svolta una visita nella casa...
TERAMO. Tornano ad accendersi i riflettori sulle condizioni allarmanti e le criticità del carcere di Teramo. Ieri, nell'ambito dell'iniziativa "Estate in carcere", si è svolta una visita nella casa circondariale di Castrogno organizzata dai Radicali con una delegazione del mondo civile e politico del territorio. Nel report post visita è emerso che i detenuti attuali sono 357 (di cui 318 uomini e 39 donne) su una capienza regolamentare di 255 posti; 100 sono i detenuti con patologie di tipo psichiatrico mentre gli agenti di polizia penitenziaria effettivamente in servizio sono 168 su una pianta organica che ne prevede 221. «I detenuti in attesa di giudizio sono 75», aggiunge il radicale Ariberto Grifoni, «e di questi gli imputati, cioè che non hanno una condanna nemmeno di primo grado, sono 58. C'è una lesione gravissima del principio costituzionale secondo il quale fino a condanna definitiva si è innocenti. La pena non può essere lesiva della dignità di una persona». Grifoni pone poi l'accento su un caso che riguarda la sezione femminile: «L'ambulatorio per le visite ginecologiche si trova nell'edificio della sezione maschile. È una cosa inaccettabile. Le detenute, inoltre, non possono partecipare ai corsi d'istruzione scolastica superiore nella loro sezione per lo stesso motivo. La dignità femminile è calpestata. Ne abbiamo parlato con la direttrice del carcere Maria Lucia Avantaggiato. C'è un'urgenza politica sulla problematica carceraria e sulla giustizia in generale». Tra i partecipanti alla visita di ieri a Castrogno c'erano anche la presidente della Camera di commercio Gran Sasso d'Italia Antonella Ballone e la presidente del coordinamento Codice rosso Adele Di Rocco. «È importante comprendere quello che avviene in carcere», dichiara Ballone, «e creare sinergie per il reintegro dei detenuti nella vita di tutti i giorni». Di Rocco sottolinea: «C'è carenza nell'assistenza sanitaria, soprattutto in quella femminile. La disparità di genere c'è ancora, anche in carcere».
Gaetano Lombardino

