Castrogno, detenuto aggredisce tre agenti

17 Giugno 2018

I sindacati della polizia penitenziaria protestano per l’ennesimo episodio di violenza in carcere

TERAMO. E’ un’ennesima aggressione ai danni degli agenti quella che si consuma nel carcere di Castrogno, uno di più sovraffolati della regione con i suoi quasi 400 reclusi. A pochi mesi dalla poliziotta picchiata da una detenuta, un altro drammatico episodio ripropone la difficile situazione più volte denunciata dai sindacati a cominciare proprio dal numero ridotto degli agenti che sono 145 a fronte di una pianta organica che ne prevede 216. Nella tarda serata di venerdì un detenuto italiano, dopo essere stato medicato in inferneria dopo dei gesti autolesionistici, ha prima aggredito un agente e successivamente gli altri due colleghi intervenuti in suo aiuto. A bloccarlo ci hanno pensato gli altri reclusi. I tre agenti sono stati medicati al pronto soccorso.
Unanime la protesta dei sindacati che ormai da tempo chiedono interventi senza però ottenere risposte. Scrive Mauro Nardella, segretario confederale della Uil: «Il prefetto e il provveditore, recentemente interpellati per dirimere la preoccupante situazione teramana, hanno fatto trapelare l'ipotesi di un realistico intervento in fatto di integrazione di nuovo personale. La speranza, però, è che alle parole seguano i fatti. Purtroppo credo seriamente che, seppur dovesse arrivare nuovo personale, qualora non dovessero modificarsi le strutturazioni amministrative volute dagli ultimi governi, non ultima l'idea di accorpare il provveditorato di Pescara con quello di Roma nulla accadrà per vedere migliorato il sistema penitenziario teramano e abruzzese in generale». Per il segretario generale del sindacato Osapp Leo Beneduci «è quanto mai urgente che il nuovo guardasigilli e i nuovi sottosegretari si preoccupino di dotare la polizia penitenziaria di maggiori organici (atteso che gli attuali sono falcidiati da ingiustificate riduzioni) e di concreti strumenti antiaggressioni quali spray al peperoncino, teaser e cani antisommossa». Per il segretario provinciale del Sappe Giuseppe Pallini «questo gravissimo episodio altro non è che la punta di iceberg di un problema, quella della gestione dei detenuti psichiatrici e riottosi, mai risolto dall’amministrazione penitenziaria regionale nel carcere teramano. Per l’amministrazione il carcere di Castrogno è il ricettacolo regionale dei detenuti ingestibili». Secondo Roberto Cerquitelli, vice coordinatore regionale della Fp Cgil, «questi sono i risultati di un' amministrazione lontana e disattenta. Adesso auspichiamo che i vertici del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria prendano servi provvedimenti».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.