Castrogno, sicurezza a rischio: «Pericoli per agenti e detenuti»

10 Aprile 2024

La denuncia: «Per garantire il servizio 12mila giorni di ferie arretrate e 50mila ore di straordinario» Nel penitenziario ci sono 400 reclusi e 144 poliziotti a fronte dei 218 previsti: «Così non si va avanti» 

TERAMO. Ci sono i fatti di cronaca, suicidi di detenuti e aggressioni agli agenti, scandire le emergenze. E poi ci sono i numeri a raccontare la quotidianità sempre più a rischio del carcere di Castrogno che per le istituzioni diventa argomento di discussione solo quando arrivano le inchieste della magistratura. Il penitenziario, uno dei più sovraffollati di tutta la regione, è una continua emergenza in cui agenti e detenuti convivono da anni e che, nonostante i ripetuti appelli alle autorità, tale resta. Questi i numeri: una media di 400 reclusi (di cui molti malati psichiatrici) a fronte di una capienza della metà, 144 agenti in servizio a fronte dei 218 previsti con un arretrato di 12mila giorni di ferie e con un presente di 50mila ore di straordinario ogni anno.
La voce degli agenti è tornata nuovamente a farsi sentire in un sit-in davanti al carcere. I sindacati Sappe, Osapp, Uspp e Cgil (rappresentate da Giuseppe Pallini, Nicola Di Felice, Massimo Scardicchio e Roberto Cerquitelli) sono tornati a denunciare l’emergenza Castrogno puntando, in particolare, sui rischi per la sicurezza che, dicono i sindacati, manca per detenuti e agenti. «Denunciamo la deriva e le defezioni di una gestione direttiva e penitenziaria inaccettabile che ha condotto a una recrudescenza di problematiche, sia dal punto di vista lavorativo, nonché sociale e morale che di fatto colpisce e interessa chiunque eserciti delle mansioni o ricopra un pubblico ufficio nel difficile contesto restrittivo del carcere teramano», hanno detto, «duole prendere atto che, allo stato attuale, ogni confronto (dentro e fuori dalle relazioni sindacali) non ha prodotto miglioramenti dal punto di vista organizzativo, lavorativo e, non meno importante, sul piano dell’ordine e della sicurezza interna dell’istituto». E ancora: «La presenza di più di 400 detenuti ha condotto a un esponenziale aumento degli eventi critici e a una crescente difficoltà di governo del fenomeno, dovuto anche a delle scelte assolutamente non condivisibili della direzione quali quella di ridurre ed accorpare posti di servizio nevralgici (basti pensare che è divenuta prassi consolidata unificare il posto di addetto al reparto infermeria con quello di addetto al reparto isolamento e sorveglianza a vista), o quella di imporre un drastico e frettoloso piano di recupero ferie che, se sul piano logico aveva la giusta funzione di evitare un danno erariale allo Stato, sul piano fattuale e in queste modalità ha sguarnito ancora di più l’istituto di personale, costringendo al contempo quello presente a sopperire alle lacune createsi da codesta scelta gestionale». Ad esprimere solidarietà agli agenti il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto e il deputato di Azione Giulio Sottanelli. «In sedici mesi», ha detto Sottanelli, «è la terza volta che vengo qui e in questo lasso di tempo la situazione è anche peggiorata, con il governo sempre non pervenuto».
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