Castrum, la Procura chiude l’inchiesta bis

21 Ottobre 2017

Tra gli 8 indagati il presidente del consorzio Lido delle Palme. «Promessi lavori per 3 milioni al marito della Mastropietro»

GIULIANOVA. La Procura chiude le indagini sull’inchiesta stralcio “Castrum” e, nell’avviso di conclusione, impacchetta le accuse puntando soprattutto sulla lottizzazione Lido delle Palme. Perchè è in questo ipotetico caso di corruzione da tre milioni di euro che i pm Luca Sciarretta e Andrea De Feis (titolari del fascicolo) delineano il filone bis dell’inchiesta sul presunto giro di mazzette ed appalti che nei mesi scorsi ha portato in carcere l’ex dirigente del Comune di Giulianova Maria Angela Mastropietro (che resta ai domiciliari dopo il no dei giudici del Riesame), il marito e imprenditore Stefano Di Filippo, i fratelli imprenditori Andrea e Massimiliano Scarafoni e ai domiciliari l’ex assessore comunale Nello Di Giacinto, l’ex presidente di Giulianova Patrimoni Filippo Di Giambattista, il funzionario tecnico Asl Carmine Zippilli e il 46enne di Isernia, collaboratore della società di De Filippo, Sergio Antonilli. Per questi otto il processo inizierà il 15 dicembre dopo che la Procura ha chiesto ed ottenuto il rito immediato.
Nello stralcio, la cui chiusura è stata firmata mercoledì scorso e successivamente notificata agli otto indagati, si contestano reati che vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio, dalla falsità ideologica alla concussione. Oltre alla Mastropietro, al marito e ai fratelli Scarafoni, ci sono Ennio Di Saverio, nella sua veste di presidente del consorzio Lido delle Palme e il geometra Guerino Di Saverio. Scrivono i magistrati a questo proposito, così come tra l’altro già evidenziato nell’ordinanza di custodia cautelare, «Maria Angela Mastropietro accettava dai corruttori Ennio Di Saverio, presidente del consorzio “Lido delle Palme” e Filippo di Giambattista, nipote di Ennio Di Saverio, entrambi proprietari di quote di terreni ricompresi nel comparto di lottizzazione, la promessa dell’affidamento di un appalto del valore di circa 3.000.000.00, che sarebbe stato stipulato dal consorzio Lido delle Palme con la società Rima di fatto gestita da Maria Angela Mastropietro e Stefano Di Filippo, avente ad oggetto la realizzazione previste nel predetto piano di lottizzazione». Sostiene la Procura che l’ex dirigente Mastropietro abbia compiuto «atti contrari ai doveri d’ufficio nell’ambito del procedimento amministrativo relativo al piano di lottizzazione Lido delle Palme tra i quali atti afferenti la procedura espropriativa, non ancora terminata, da lei intrapresa nei confronti di Alfonso e Giulio Pagliericci (due proprietari di aree che hanno fatto ricorso al Tar contro il piano di lottizzazione (ndr); indicazioni fornite ai progettisti del piano di lottizzazione di apportare modifiche progettuali idonee ad accrescere le capacità edificatorie dei proponenti a favorire una più agevole approvazione del progetto da parte della competente Soprintendenza e a rendere meno efficaci i motivi di opposizione alla suddetta lottizzazione dei fratelli Alfonso e Giulio Pagliericci, unici proprietari contrari alla lottizzazione».
Alla Mastropietro, inoltre, in questo fascicolo bis Sciarretta e De Feis contestano anche il fatto di aver escluso una ditta da una procedura negoziata per la fornitura e posa del manto in erba sintetica per il campo sportivo Castrum-Orsini. Ditta che si era aggiudicata l’appalto dei lavori di costruzione di un capannone di Castellalto per un importo di circa 700mila euro e che, sostiene l’accusa, aveva fatto fuori dall’affidamento l’impresa del marito della Mastropietro.
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