Cattivi odori dalla Stam, ordinanze in arrivo
Colonnella, assemblea pubblica sul caso dell’azienda: i sindaci vieteranno di sversare il compost
COLONNELLA. Cittadini, Comuni e associazioni del territorio si mobilitano contro gli odori nauseabondi della Stam, azienda che produce compost nella zona industriale di Colonnella.
Nell’incontro pubblico tenutosi lunedì sera in contrada San Giovanni sono intervenuti, oltre a numerosi residenti e al sindaco Leandro Pollastrelli, anche il sindaco di Martinsicuro, Massimo Vagnoni, il vicesindaco di Controguerra, Fabrizio Di Bonaventura, il sindaco di Monteprandone Sergio Loggi con il consigliere delegato all’ambiente Sergio Calvaresi, il consigliere del Comune di Monsampolo Domenico De Angelis. Presenti anche il gruppo di minoranza Colonnella Cambia, il vicepresidente della Pro loco di Martinsicuro, Massimo Clementoni, e Massimo Bartolozzi dell’associazione Ambiente e Salute nel Piceno. Nell’incontro, organizzato da Luciano Grancioli, presidente del comitato cittadino Parco Truentino, si è discusso degli odori irrespirabili che negli ultimi mesi si sono intensificati, arrivando anche ai comuni limitrofi a Colonnella e sul versante marchigiano del Tronto. Fare squadra e coordinarsi con iniziative congiunte è stato il filo conduttore della serata.
A giorni Pollastrelli promulgherà un’ordinanza che vieta lo sversamento di compost sul territorio comunale e lo stesso provvedimento sarà adottato anche a Martinsicuro, Controguerra, Monteprandone e Monsampolo. Si cercherà così di risolvere almeno il problema degli odori legati alla concimazione dei terreni ma resta quello delle emissioni dell’azienda in fase di produzione. Negli ultimi mesi sono aumentati, insieme ai miasmi, gli esposti e le denunce dei cittadini che, in diversi casi accusano anche malori dovuti alla puzza insopportabile.
Nel corso della serata una proposta è arrivata dall’associazione Ambiente e Salute nel Piceno: «Gli odori nauseabondi creano un danno», ha affermato Bartolozzi, «non solo in termini di vivibilità, poiché si viene privati del diritto di respirare aria pulita, ma anche economico, con una svalutazione delle case nelle zone interessate dal problema. E’ dunque opportuno valutare azioni collettive di risarcimento danni nei confronti dell’azienda».
Cinzia Rosati
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