Cattivi odori, il Comune chiede il sequestro dell’azienda Stam

Colonnella, esposto-querela del sindaco indirizzato alla Procura: Pollastrelli è subissato di proteste per la puzza diventata insopportabile e in attesa della sentenza del Tar tenta un’altra strada
COLONNELLA. «La Procura sequestri la Stam». Lo chiede con un esposto-querela presentato ai carabinieri e indirizzato alla procura della Repubblica di Teramo il sindaco di Colonnella, Leandro Pollastrelli, per i forti miasmi che provengono dall’azienda che produce compost organico e hanno raggiunto anche le abitazioni marchigiane. La partita si gioca su due fronti. Davanti al Tar, dove si è consumata l’ultima udienza dalla quale si attende la decisione del giudice che non arriverà prima di un mese; e ora anche sul versante penale, con Pollastrelli che ha chiesto il sequestro dell’azienda che sorge lungo la Bonifica del Tronto.
Davanti al Tar, il legale del Comune ha presentato le memorie aggiuntive con una perizia dell’ufficio tecnico relativa al censimento di tutti i fabbricati ad uso civile posti a 300/500/1000 metri dall’insediamento, dimostrando l’inconciliabilità geografica tra la Stam e le residenze civili. La nuova documentazione dà forza al parere sanitario negativo del sindaco, rimesso in conferenza di servizi ma ignorato dalla Regione che ha autorizzato la Stam per altri dodici anni. «Spero veramente che il Tar Abruzzo faccia tesoro delle nostre ragioni perchè la situazione è insostenibile», afferma Pollastrelli, «ogni giorno ricevo segnalazioni di residenti che non riescono più a vivere in queste condizioni. Le abbiamo provate tutte (Regione, Provincia, prefetto, procura, Asl, Arta) ma nessuno ci ha dato una risposta precisa e definitiva. In sintesi: la puzza è una sensazione e ad oggi, se non si è scoperto che faccia male alla salute con dati certi, nessuno interviene. La gente protesta ed ha perfettamente ragione e l’unica speranza resta la giustizia».
Pollastrelli però non può aspettare la sentenza del Tar e usa un’altra arma, quella della denuncia alla Procura. Per l’aria maleodorante, in questi giorni, si sono registrate tante segnalazioni verbali e scritte, che hanno evidenziato un marcato aumento dei cattivi odori, divenuti ormai insopportabili sia dalla popolazione residente che da quella dei vicini comuni di Controguerra, Monsampolo del Tronto, Monteprandone, Martinsicuro e San Benedetto del Tronto. «Ho diffidato la Stam ad adottare, nelle prossime ore, tutti i criteri atti ad eliminare i miasmi, nonché ho depositato la richiesta del sequestro preventivo dell’impianto. La popolazione vicina allo stabilimento non può usufruire degli spazi esterni alle abitazioni né può aprire le finestre per un semplice ricambio dell’aria; è stremata e chiede al sindaco interventi risolutivi. Dopo tanti anni di disagio si nota un nervosismo facinoroso e, quindi, il sequestro preventivo è stato invocato per evitare il peggio», conclude Pollastrelli.
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