Cattivi odori, il Tar dà ragione alla Stam

Colonnella, confermato il rinnovo dell’autorizzazione regionale. Il sindaco: vado al Consiglio di Stato
COLONNELLA. La ditta Stam segna un punto a suo favore nella battaglia giudiziaria contro il Comune di Colonnella. Il Tar ha infatti respinto l’istanza con cui l’ente chiedeva la revoca del rinnovo dell’autorizzazione a svolgere l’attività di produzione del compost organico in un’area particolarmente vicina a piccoli nuclei abitati e industrie. La sentenza, sostanzialmente, ha rigettato la richiesta basandola sul fatto che gli atti sono stati impugnati tardivamente. Il Comune se avesse voluto far valere le proprie ragioni avrebbe dovuto impugnare le autorizzazioni regionali nel 2010 (anno del primo rilascio autorizzativo) e non oggi. Il rinnovo per dodici anni rilasciato dalla Regione alla Stam poco tempo fa non poteva essere messo in discussione. Altro fattore che ha inciso negativamente per il Comune è la mancanza di prove sui cattivi odori che ammorbano l’aria per decine di chilometri interessando vari comuni marchigiani. Un olfattometro affidabile come esame probatorio di carattere tecnico-scientifico non esisterebbe: eppure occorre provare, come per l’inquinamento acustico, una misurazione dei valori per decretare la pericolosità delle emissioni.
Il sindaco Leandro Pollastrelli non si perde d’animo e preannuncia ricorso al Consiglio di Stato. Il primo cittadino lavorerà alacremente per incamerare documenti e perizie e questa volta può contare sul sostegno dei sindaci di Controguerra, Martinsicuro, San Benedetto del Tronto, Monteprandone e Monsampolo per porre fine all’annosa situazione. Inoltre, proprio ieri, è approdata sul suo tavolo la corposa documentazione sanitaria di una cittadina malata che proverebbe il nesso causa-effetto dei lezzi. «La battaglia continuerà con ogni mezzo con il sostegno dei colleghi sindaci abruzzesi e marchigiani e dei cittadini», dice il sindaco di Colonnella, «al Consiglio di Stato produrremo tutte le prove utili alla nostra causa». Nel frattempo resta in piedi l’esposto querela nei confronti della Stam (diffidata ad interrompere le emissioni ammorbanti) presentato alla Procura, a cui Pollastrelli ha chiesto il sequestro preventivo dello stabilimento.
Alex De Palo
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