Causa da mezzo milione del Gualandi al Comune

28 Dicembre 2014

L’istituto chiede gli affitti mai pagati per i locali occupati dall’università anche dopo la rescissione del contratto e chiama in giudizio pure l’ateneo

GIULIANOVA. Ammonta a più di 500mila euro la cifra che la Fondazione Gualandi ha richiesto al Comune di Giulianova per l’affitto dei locali della struttura per sordomuti in via Gramsci occupati dalle aule dell’università degli studi di Teramo (corso di Scienze del turismo). Affitti che il Comune non avrebbe più pagato dal 2012, nonostante i locali risultino ancora utilizzati. Il 12 gennaio prossimo, prima dell’udienza in tribunale fissata il 15 gennaio, ci sarà un nuovo tentativo di conciliazione (dopo i due precedenti andati a vuoto) tra i tre soggetti in causa, ovvero il Comune di Giulianova, rappresentato da Michele Del Vecchio dell’avvocatura civica, la Fondazione Gualandi e l’università di Teramo (a cui verrà notificata a giorni la chiamata in giudizio da parte del Comune).

Andiamo con ordine. Il Comune di Giulianova, nell’ottobre 2012, decide di rescindere il contratto di locazione nei locali del Gualandi, dove venivano ospitate le aule di Scienze del turismo, per risparmiare i 300 mila euro di affitto annuali. Il Comune comunica per raccomandata alla Fondazione, in particolare al suo legale rappresentante pro tempore Aldo Barbieri, la volontà di interrompere il contratto e, di fatto, smette di pagare l’affitto. L’università, però, non restituisce le chiavi dei locali né al Comune né all’istituto, che quindi fa causa al Comune per mancato pagamento dell’affitto dall’ottobre 2012 all’ottobre 2013. Il primo decreto ingiuntivo a Fondazione Gualandi, che ha sede legale a Bologna, lo presenta al tribunale di Bologna e, per questo motivo, il Comune di Giulianova presenta un ricorso per incompetenza territoriale. Il tribunale di Bologna dà ragione al Comune, dichiarando nullo il decreto ingiuntivo e condannando altresì la Fondazione a pagare le spese di giudizio. L’udienza definitiva per questa prima procedura giudiziaria ci sarà il 30 gennaio 2015.

A questo punto la Fondazione Gualandi si rivolge al tribunale di Teramo, presentando richiesta di risarcimento degli affitti arretrati sia per l’anno 2012-2013 (circa 219mila euro) ma anche per i mesi successivi alla decisione del tribunale di Bologna, ossia dall’ottobre 2013 ad oggi (circa 213 mila euro). Prima dell’udienza di questo secondo procedimento giudiziario, che si terrà il 15 gennaio, il Comune di Giulianova, la Fondazione Gualandi e l’università di Teramo faranno un altro tentativo di mediazione (obbligatorio per legge), anche se i precedenti due si sono risolti in una bolla di sapone.

La tesi del Comune di Giulianova è che, avendo comunicato la rescissione del contratto al Gualandi, le somme che la Fondazione pretende devono essere pagate dall’università di Teramo che, inoltre, non ha mai restituito le chiavi dei locali né all’ente giuliese, né alla Fondazione. Il Comune inoltre sostiene di aver più volte inviato comunicazioni scritte all’università per chiudere la controversia. Quest’ultima, negli incontri di mediazione, si è sempre detta estranea ai fatti e dunque non obbligata a pagare. Se anche quest’ultimo tentativo andrà a vuoto, spetterà a un giudice stabilire chi e quanto dovrà risarcire il Gualandi.

Nel febbraio scorso il Comune di Giulianova è stato condannato dal tribunale di Teramo a pagare 10.500 euro all’istituto Castorani-De Amicis per l’affitto di locali in cui si voleva realizzare un consultorio familiare (progetto mai andato in porto per i locali non idonei).

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA