Cava torna capo della polizia municipale

20 Settembre 2016

Roseto, l’amministrazione: «Un semplice avvicendamento». Coinvolto e archiviato nella Multopoli

ROSETO. Cambio di guardia ai vertici della polizia municipale di Roseto. Al comando del corpo torna Tarcisio Cava, dimissionario due anni fa dopo essere finito nell’occhio del ciclone per la vicenda della Multopoli rosetana, sostituito da Berardo D’Emilio su incarico fiduciario affidato direttamente dall’allora sindaco Enio Pavone.

Per questo motivo il suo mandato è scaduto con la decadenza dello stesso Pavone, quindi nel giugno scorso, prorogato fino al 15 settembre dal sindaco Sabatino Di Girolamo per evitare disagi durante il periodo estivo. Il ritorno di Cava – il cui incarico è provvisorio, come riportato nel decreto della sua nomina – rappresenta la successione naturale al responsabile uscente del corpo, in quanto vice-comandante in carica e vincitore di concorso: pertanto la scelta dell’amministrazione comunale è stata quasi obbligata. Un altro elemento di valutazione, tutt’altro che trascurabile, è inoltre legato al fatto che Cava è già un dipendente del Comune, pertanto lo stipendio per il suo nuovo incarico non graverà sulle casse dell’ente, tranne per quanto riguarda eventuali indennità legate proprio al nuovo ruolo che andrà a ricoprire e che pertanto non saranno più percepite dal suo predecessore. Per l’amministrazione si tratta di un semplice avvicendamento, dunque, che rientra nelle prerogative di ogni sindaco che va a insediarsi. «Tra gli obiettivi che ci siamo prefissi», sottolinea infatti Di Girolamo, «c’è anche quello di rinnovare il parco dirigenziale del Comune: si tratta di un mio diritto e lo voglio esercitare. Per il momento abbiamo ritenuto opportuno affidare l’incarico di guidare il corpo della polizia municipale al vice-comandante in carica, cioè il capitano Cava, in attesa di inserire un nuovo dirigente appena sarà possibile finanziariamente». Per quanto riguarda la vicenda della Multopoli, che si è consumata dal 10 ottobre al 12 dicembre 2013, l’inchiesta della procura è stata archiviata. In quell’inchiesta Cava era indagato per abuso d’ufficio e falso ideologico: al termine delle indagini è stata la stessa procura a chiederne l’archiviazione. Inoltre è stata annullata la stragrande maggioranza delle 1.262 multe che lo stesso Cava aveva comminato ad altrettanti automobilisti con le spese legali pagate dal Comune.

Federico Centola

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