Cavallari: «Ritiro? Richiesta assurda»

Secco no ai sostenitori di D’Alberto che gli hanno chiesto di farsi da parte per evitare due candidati di centrosinistra
TERAMO. Come era facile prevedere, l’appello a ritirare la candidatura cade nel vuoto. La risposta di Giovanni Cavallari, candidato sindaco di “Bella Teramo” a quella parte dei sostenitori di Gianguido D’Alberto che gli hanno chiesto di farsi da parte in nome dell’unità dell’area di centrosinistra è un “no” che ributta la palla nel campo avverso: «Sono ancora disponibile a far fare il vice sindaco a Gianguido e ad accogliere nel mio progetto politico le liste che lo sostengono». Il tono è senz’altro garbato, ma forse la vera risposta sta nelle parole che pronunzia qualche istante dopo: «Spero che sia l’ultima volta che ci sono richieste assurde di questo tipo».
Cavallari ha anche da ridire sulla provenienza dell’appello a lui diretto – «un documento non firmato», puntualizza – che viene comunque da esponenti del Partito democratico e altre persone di area che si basano anche sul risultato del referendum tra gli iscritti al Pd che si sono espressi a maggioranza per il sostegno a D’Alberto il quale avrà l’appoggio e il simbolo del partito. I sostenitori dem di D’Alberto ritengono «necessario che tutto il mondo politico e civico alternativo a quello sinora dominante, di cui, dicono, Cavallari fa parte a pieno titolo, «si presenti alle elezioni il più possibile unito e con un solo candidato sindaco». Ma Cavallari, che pure, a differenza di D’Alberto, aveva accettato in precedenza la propria disponibilità a confrontarsi con le primarie, non ha mai ritenuto vincolante quel risultato. «La dirigenza del Pd», dice il candidato di “Bella Teramo”, «non ha voluto scegliere tra me e Gianguido e ha fatto decidere la base. Io sono stato un mese e mezzo ad aspettare che questo gruppo si decidesse a fare le primarie; poi quando ho annunciato il mio progetto politico ci hanno ripensato». Cavallari dichiara che andrà avanti per la sua strada, con i suo sostenitori, tra i quali anche quegli iscritti al Pd che lo hanno votato al referendum interno al partito. Prima che si svolgesse questa consultazione il segretario provinciale Gabriele Minosse e l’ex parlamentare Tommaso Ginoble, ma anche altri dirigenti, avevano espresso la propria preferenza per Cavallari: a loro i sostenitori di D’Alberto hanno chiesto di pronunciarsi pubblicamente per indurre lo stesso Cavallari a farsi da parte, ma per ora non sono arrivate prese di posizione in tal senso. In ogni caso, il quadro sembra ormai definito ed è molto improbabile che cambi: il centrosinistra andrà avanti con due candidati, ai quali si aggiunge la candidata della sinistra Paola Cardelli.
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