Cavallari è il più votato: exploit con 961 preferenze

Torna Rabbuffo. Tra i bocciati Di Teodoro, Luzii, Verzilli e Marchese
TERAMO. Riconferme che hanno il sapore di una promozione a pieni voti, diverse sorprese e più di qualche inattesa bocciatura. Il nuovo consiglio comunale prenderà forma sulla base delle preferenze accordate dagli elettori ai candidati delle liste scese in campo a sostegno dei tre aspiranti alla carica di sindaco.
La vittoria di Gianguido D'Alberto apre alla sua coalizione le porte della maggioranza che vede tante riconferme rispetto alla precedente. A partire da Giovanni Cavallari, vice sindaco e assessore uscente, che rientra in assise col primato dei voti conquistati: con 961 preferenze ottenute è risultato il più votato in assoluto fra tutte le liste. Ha scalzato il record che fu, nel lontano 2004, di Paolo Gatti: per lui all'epoca votarono in 939 (ma all’epoca c’era la preferenza unica).
Per Cavallari, alla guida della lista “Bella Teramo”, si tratta di risultato sperato ma inatteso. «Non immaginavo questi numeri e non posso che essere grato a chi ha scritto il mio nome sulla scheda, alla mia famiglia e a tutta la straordinaria squadra che mi ha sostenuto lavorando con me per portare avanti un progetto importante per Teramo», commenta il neo rieletto, «questo risultato è anche il frutto del lavoro quotidiano fatto in questi anni: i cittadini hanno capito che è stata messa in campo una riprogrammazione della città che conquisterà una vera centrale. La nostra campagna elettorale è stata centrata sulla riconferma del sindaco: i candidati della mia lista e le persone che mi hanno sostenuto si sono spesi tantissimo per questo».
Fra i primati della coalizione di centrosinistra quello di longevità lo conquista invece Alberto Melarangelo del Partito Democratico: presidente del consiglio uscente, si accinge a vivere la sua quinta consiliatura. Per tre volte è stato seduto fra i banchi dell'opposizione, approdando in maggioranza nel 2018 col primo D'Alberto e pronto a tornarci grazie alle 277 preferenze accordate che lo hanno portato ad essere il terzo della lista. Sempre in casa Pd si registra un ritorno a distanza di molti anni: il primo degli eletti della lista infatti è Marco Di Marcantonio, già consigliere dei Ds del secondo mandato Sperandio durante il quale si oppose ai project financing per lo stadio e il centro commerciale. Fra le sorprese in area centrosinistra c'è l'avvocato Valentina Papa, ex moglie di Paolo Gatti, nipote dell’avvocato Gennaro Lettieri. Al suo esordio in politica, ha conquistato 277 voti risultando la sesta più votata nella lista “Insieme Possiamo”: per lei si aprono le porte del consiglio comunale. Altra sorpresa, sul fronte delle liste di Maria Cristina Marroni, è Niki Bartolini: consulente del lavoro, ex professionista del basket, entrerà in consiglio con i suoi 229 voti.
Diversi i ritorni dopo anni di lontananza dall'assise in area centrodestra: dalla dirigente scolastica Caterina Provvisiero a Berardo Rabbuffo, entrambi con esperienze da assessore, passando per Alessandro Di Berardino, già consigliere comunale con Brucchi. Tutti di Futuro In, come il coordinatore comunale Giovanni Battista Quintiliani che però non è stato eletto.
Azione mette la bandierina in consiglio con Alessio D'Egidio, coordinatore comunale del partito, primo degli eletti nella civica di Carlo Antonetti. Risultati per qualche verso sorprendenti nelle fila di Fratelli d'Italia: qui il più votato è stato l'ultimo arrivato nel partito della Meloni. Si tratta di Luca Corona, consigliere uscente del gruppo civico Oltre: coi suoi 451 voti ha superato nomi noti di Fdi quali Raimondo Micheli e Pasquale Tiberii, quest'ultimo consigliere uscente che non rientrerà in assise. Sempre all'interno di Fratelli d'Italia non è andato oltre le 233 preferenze Rudy Di Stefano, ex assessore con la giunta Brucchi che nel 2014 tagliò il traguardo delle 897 preferenze. Anche per lui niente posto in consiglio comunale.
Fra i volti noti, sia per ragioni politiche che professionali, che non hanno ottenuto risultati utili per agganciare un posto in assise ci sono inoltre: i consiglieri uscenti (candidati a sostegno di Marroni) Osvaldo Di Teodoro, Ivan Verzilli e Giovanni Luzii. Quest'ultimo decade anche dalla carica di consigliere provinciale, posto che verrà riassegnato a stretto giro. Fra i consiglieri uscenti non riconfermati anche Piergiorgio Passerini e Paolo Di Sabatino (Teramo Vive); Maurizio Salvi e Mirella Marchese (Futuro In); Paolo Rapagnani e Maria Rita Santone (Pd).
Non eletti neppure i medici Corrado Robimarga e Domenico De Berardis (Forza Italia), né Gianluca Pomante e Paola Di Felice (AmoTe), Roberto Canzio (Lega) e Siriano Cordoni (Azione politica Teramo). La lista civica "Innova Teramo" promossa dall'ex assessore Maurizio Verna non avrà rappresentanti in consiglio comunale essendosi fermata al 2,29% di preferenze. Il più votato è stato Enrico Ippoliti, con 194 preferenze.
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