Cellulare nascosto in una cella di Castrogno

18 Dicembre 2022

Un’altra scoperta fatta dagli agenti di polizia penitenziaria, il sindacato torna a chiedere rinforzi

TERAMO. Un altro telefono cellulare trovato tra i detenuti del carcere di Castrogno: a dare la notizia è il sindacato Sinappe. Il cellulare si trovava nella cella in cui sono reclusi due detenuti romeni ed era stato occultato, ma è stato scoperto nel corso dei controlli certosini degli agenti di polizia penitenziaria. Il caso scoperto venerdì mattina nell’istituto di pena teramano è l’ultimo di una lunga serie di fatti denunciati dai sindacati che ormai da tempo chiedono rinforzi per gli agenti chiamati da anni a saltare turni di riposo e ferie per garantire la copertura. Questo in un carcere, quello teramano, che ospita circa 420 detenuti, il doppio di quelli previsti.
Così commenta la segreteria provinciale del Sinappe dopo: «La piaga dei microcellulari infesta le carceri da anni e in considerazione delle nuove tecnologie gli apparecchi diventano sempre più piccoli e facili da nascondere. L’impossibilità poi di effettuare perquisizioni personali su chiunque entri in istituto, in particolare su chi viene a colloquio con i detenuti, rende il tutto ancora più complicato. La polizia penitenziaria deve combattere quotidianamente contro le contraddizioni del sistema carcerario italiano il quale mostra le proprie falle quotidianamente e ce ne possiamo accorgere dalla cronaca nazionale. Speriamo se ne accorga il nuovo capo del Dap, il dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, nominato proprio l’altro ieri. Speriamo in un taglio netto col recente passato per tornare a una visione che ponga l’area sicurezza al centro del sistema penitenziario. Ci congratuliamo con i poliziotti per il rinvenimento, frutto della loro esperienza e della notevole capacità operativa dimostrata in molte occasioni».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.