Cena con 500 persone per il Kenia

Iniziativa di beneficenza al porto per ultimare l’ospedale voluto da Calafiore
GIULIANOVA. E’ un pezzo di Giulianova in Kenia. E’ la testimonianza della solidarietà di una città, e non solo. Le raccolte fondi che da tre anni il pediatra Paolo Calafiore ha condotto per costruire un ospedale a Marafiki, in Kenia, avranno l’acme martedì nell’aperitivo cenato che si terrà dalle 20,30 al molo sud, nell’area riservata al circolo nautico. Finora sono più di 400 i biglietti acquistati, ma Calafiore punta a portare alla cena-concerto 500 persone. Cinquecento benefattori che con il biglietto da 25 euro consentiranno l’ultimazione dell’ospedale nell’isoletta del Kenia.
«La prima pietra l’abbiamo posata tre anni fa, ora struttura è edificata, mancano solo gli interni. Noi pensiamo di terminarla entro fine anno, pensiamo di andar giù a ottobre e di inaugurarla a febbraio», spiega Calafiore, che ha due compagni d’avventura, Andrea Cecchinè e Angelo Muccicone che sono andati già più volte con lui in Africa per seguire la costruzione dell’ospedale, «noi finora abbiamo raccolto 30mila euro, il preventivo per ultimare l’ospedale è di 45mila: ne mancano 15mila che conto di raccogliere con la serata di martedì».
Perchè i benefattori, alla fine, saranno anche ben sette ristoratori di Giulianova che forniscono manodopera e parte degli alimenti, grossisti, una pasticceria, un forno e altri ancora. Fatto questo passo, anche gli abitanti dell’isoletta, potranno avere il proprio ospedale. In realtà bisognerà poi arredarlo e fornirlo di attrezzature. «Parte è stata fornita dalla Asl di Teramo, che ci ha dato attrezzature dismesse come tre incubatrici, armadietti e lettini. Ma la tecnologia dobbiamo acquistarla in loco: lì possiamo avere l’assistenza tecnica in caso di guasto», continua. Nell’ospedale – due stanze di degenza con 8 letti, un ambulatorio, una medicheria, una sala parto, una piccola sala operatoria e una nursery – secondo un accordo stretto dall’associazione “Pediatri per l’emergenza” sotto la cui egida viene condotta l’iniziativa e il governo keniota lavoreranno un medico e un'infermiera locali pagati dallo Stato, un altro medico e un'infermiera pagati dall’associazione, a cui si sommeranno specialisti che arriveranno dall’Italia per alcuni periodi, a rotazione. Calafiore ringrazia chi ha consentito la realizzazione di un sogno, iniziato 4 anni fa durante un viaggio in Kenia. E l’associazione “Il sogno di Iaia” con cui è iniziata una collaborazione. (a.f.)
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