Cento minuti di ansia e poi gli abbracci

Concordi i candidati: «È stata una prova difficile». E c’è chi dice: «Comunque vada resterò a studiare a Teramo»
TERAMO. Grida di liberazione, abbracci tra compagni nei corridoi e ai familiari in attesa fuori dai cancelli di un blindatissimo ateneo, qualche sorriso di soddisfazione e anche qualche lacrima per i quasi 400 candidati che ieri mattina nella facoltà di giurisprudenza hanno sostenuto il test di ammissione al corso di laurea in medicina veterinaria. Tante le domande per i 53 i posti disponibili, due dei quali riservati agli stranieri, a riconferma dell’interesse degli studenti per il corso di laurea dell’ateneo teramano. La prova, iniziata alle 11, si è svolta senza intoppi e con il rispetto dei cento minuti previsti per lo svolgimento, al termine dei quali gli studenti di uscire ordinatamente dall’edificio. Cento minuti pieni di ansia e concentrazione per i test che a detta di molti candidati «sono stati difficilissimi, molto di più degli altri anni» e con lo spauracchio delle domande di logica che hanno generato difficoltà nella maggior parte dei partecipanti.
«C’erano degli argomenti mai visti e le domande di logica erano assurde», è il parere di Alessandro Franceschini di Roma, alla seconda partecipazione al test. «Ho frequentato qui un anno del corso di laurea in tutela e benessere animale», aggiunge, «e comunque vada rimarrò qui a Teramo per il “Patto dello studente” che è un modo di studiare più efficace e dagli ottimi risultati». Molti dei candidati, infatti, già frequentano il corso triennale in tutela e benessere animale o contano di iscriversi se la prova non sarà superata. «Se non ho passato i test, che erano complicati, riproverò l’anno prossimo, ma resto qui», dice Chiara Anselmi di Roma. «Ho risposto a tutto e ho scelto Teramo perché è un’ottima facoltà», aggiunge Sabatino Negri di Avezzano. «E’ la seconda volta che provo il test e tutta la notte scorsa ho fatto i quiz con mia mamma che è bravissima in logica», fa sapere Anastasia Maccarone di Villamagna in provincia di Chieti, «oggi avrei cercato volentieri l’aiuto da casa proprio per quelle domande assurde». Non sono mancati momenti di panico – «Quando stavano togliendo le penne mi è salita tanta ansia» racconta Flavia di Montesilvano – ma anche di allegria: «In aula avevo fretta di alzarmi dal banco e consegnare prima del mio turno e il professore mi ha richiamato chiamandomi "Levi's" per via della scritta sulla mia maglietta e tutti abbiamo riso», dice Antonio Quaranta di Mosciano Sant'Angelo. «Da oggi sarà Levi’s per tutti», aggiungono ridendo i suoi compagni.
Non sono mancate, però, le lamentele da parte della maggior parte degli studenti che hanno chiesto a gran voce l’eliminazione del test di ammissione. «Diciamo no alle università a numero chiuso perché tutti devono avere la possibilità di studiare e dimostrare nel corso della carriera universitaria quanto si vale», afferma Daniele Di Federico di Pescara. «Così vengono scartate persone che farebbero con il cuore questo lavoro, ma non ne hanno la possibilità» aggiunge la molisana Romina Zappone. Soddisfatto il presidente della commissione Pier Augusto Scapolo, docente della facoltà di medicina veterinaria: «E’ andato tutto bene, sia per il rispetto dei tempi che delle corrette modalità di svolgimento della prova. Siamo soddisfatti di avere questa partecipazione notevole e poche sono state le defezioni alla prova».
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