Centrale mai realizzata, indagine sui quasi 5 milioni d’indennizzo

La Regione ha liquidato i soldi dell’accordo transattivo con la società Sagitta Immobiliare di Tortoreto a cui fu negato di costruire l’impianto a biomassa di Colonnella: ora la Corte dei conti chiede le carte
TORTORETO. La terza rata dei quattro milioni e 750mila euro della transazione tra la Sagitta Immobiliare e la Regione Abruzzo è stata pagata. Dunque, dal punto di vista amministrativo, per la società con sede legale a Tortoreto che avrebbe dovuto realizzare una centrale a biomassa a Colonnella, in un capannone situato lungo la bonifica del Tronto, l’iter è concluso: è stata indennizzata per la mancata realizzazione dell’opera. La storia però potrebbe non finire qui: la Corte dei conti ha infatti scritto alla Regione perché invii i documenti di liquidazione dell’accordo transattivo, che diventeranno oggetto di vaglio da parte dell’organo giudiziario contabile per la verifica del potenziale danno erariale frutto, appunto, della liquidazione. L’accordo transattivo fu raggiunto all’epoca del governo regionale di centrosinistra ed è stato poi eseguito da quello attuale di centrodestra che, però, inviò nota alla Corte dei conti investendola del caso. La magistratura contabile ha ora chiesto la documentazione relativa alla liquidazione delle tre rate e bisognerà vedere se ci saranno o meno responsabilità e a carico di chi, se funzionari o politici (o entrambi).
Era il luglio 2012 quando la Regione rilasciò alla Sagitta un’autorizzazione unica per la realizzazione di sei impianti a biomasse nel territorio di Colonnella. Tale provvedimento venne impugnato dinanzi al Tar dal Comune colonnellese. Poi, nell’ottobre 2014, la Regione revocò l’autorizzazione precedentemente concessa e contro questa decisione la società Sagitta propose ricorso al Tar, il quale dette però ragione al Comune di Colonnella. La Sagitta impugnò la sentenza di primo grado al Consiglio di Stato, mentre la Regione rinunciò a costituirsi in giudizio, consentendo alla Sagitta di vedere riconosciute le proprie istanze. La Sagitta richiese alla Regione un risarcimento di 56 milioni di euro e dopo una serie di interlocuzioni tra le parti, nel febbraio 2019, la giunta regionale accettò una transazione da 4,3 milioni di euro più 400mila euro circa di spese legali. L'attuale giunta regionale ha recepito questo accordo e ha proceduto ad effettuare la variazione di bilancio per gli importi stabiliti da versare in tre rate, ma si è tutelata informando della questione la magistratura contabile. Per questo la Procura regionale della Corte dei Conti aveva avviato un accertamento istruttorio sulla transazione ben prima ancora dell’ultima richiesta, datata 10 marzo 2022. Nella richiesta precedente, inviata alla Regione e alla giunta Marsilio, il procuratore regionale Antonio Giuseppone aveva, infatti, già chiesto una dettagliata e documentata relazione sulla vicenda e la copia di tutti gli atti richiamati nell'atto transattivo allegato alla delibera di giunta del 7 febbraio 2019.
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