Centri rifiuti, dal fronte del no si staccano due associazioni
ROSETO. Marcia indietro del presidente dell’As Roseto Calcio Camillo Cerasi e del presidente della Asd Rosetana Nuoto Giuseppe Celommi sul centro di raccolta e sul centro di riuso, che saranno...
ROSETO. Marcia indietro del presidente dell’As Roseto Calcio Camillo Cerasi e del presidente della Asd Rosetana Nuoto Giuseppe Celommi sul centro di raccolta e sul centro di riuso, che saranno realizzati nel terreno a sud dello stadio Fonte dell’Olmo. I due infatti, in un primo momento, avevano aderito all’associazione “No al centro di raccolta”, promossa dal presidente Marcello Di Febo, ma dopo aver visionato i progetti si sono ricreduti.
«Con la mia società ho aderito all’associazione No per il centro di raccolta e riuso», dice Cerasi, «poi ho avuto qualche dubbio e ho chiesto, e ottenuto, di poter esaminare il progetto. Sinceramente non ho trovato criticità. Il pericolo di un danno ambientale, considerato l'assenza del secco e dell'organico, praticamente é inesistente. E poi avere un centro di riuso a portata di mano dei cittadini mi pare un valore aggiunto». Sulla stessa lunghezza d’onda è Celommi. «Anche io avevo firmato nella convinzione che si trattasse di un’area di stoccaggio rifiuti generica», aggiunge Celommi, «Ho visto poi il progetto e ho capito che non è così, per cui mi sono ricreduto». L’assessore all’ambiente Nicola Petrini, che tanto ha voluto questi due progetti, è soddisfatto. «E’ significativo che due portatori di interesse dell’area sportiva abbiano compreso la valenza del progetto innovativo dell’amministrazione», precisa Petrini, «spero che col tempo anche altri possano decidere di approfondire e apprezzare».
Per ora però le altre società sportive aderenti all’associazione restano sulla posizione del no, così come i rappresentanti della “SanStefar”, di “Acqua & sapone” e della Globo, il comitato “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella dello sport”, l’Ascom, il comitato di quartiere Fonte dell’Olmo e l’associazione Camper club Mareblu: secondo loro il sito scelto non sarebbe idoneo in quanto non compatibile con la presenza di negozi, un popoloso quartiere, un’area di scarico camper, la cittadella dello sport e anche un centro di riabilitazione che accoglierà circa 400 utenti al giorno. (l.v.)
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