Centri rifiuti, i comitati del no contro due società sportive

ROSETO. «Quale progetto hanno visto Cerasi e Celommi? Vengano da noi che gli facciamo vedere cosa realmente prevede il centro di raccolta rifiuti, e cioè secco, organico e rifiuti pericolosi». Non è...
ROSETO. «Quale progetto hanno visto Cerasi e Celommi? Vengano da noi che gli facciamo vedere cosa realmente prevede il centro di raccolta rifiuti, e cioè secco, organico e rifiuti pericolosi». Non è andato giù a Marcello Di Febo, presidente del comitato “No al centro di raccolta” che raccoglie diverse associazioni, il cambio di idea di Camillo Cerasi presidente dell’as Roseto calcio e Giuseppe Celommi, presidente dell’asd Rosetana Nuoto, in merito alla realizzazione dell’impianto nei pressi di Fonte dell'Olmo. Le varie associazioni e comitati non si arrendono e ribadiscono i motivi per i quali il centro del riuso, ma in particolare quello di raccolta rifiuti, non è opportuno realizzarli in quel terreno. «Nella relazione tecnica e di fattibilità» spiega Berardina Prosperi, presidente di Ascom Roseto, «sono specificati i tipi di rifiuti che possono essere conferiti nel centro e, oltre all’organico, sono previsti anche toner per stampanti e imballaggi contenenti residui di sostanze pericolose. Non lo diciamo noi ma la relazione tecnica». Insieme ai comitati e associazioni, contro la localizzazione dei centri, ci sono anche i rappresentanti di Sanstefar, di Globo e di Acqua e Sapone. «Non è che uno si sveglia la mattina e costituisce un comitato», dichiara Monia Petraccia, presidente del comitato “No al centro di raccolta rifiuti nel cuore della cittadella dello sport”, «abbiamo visionato nel dettaglio il progetto e le sue criticità, come d’altronde gli altri comitati, e poi ci siamo resi conto di tutto quello che può comportare questa realizzazione». Infine Lorena Mastrilli, presidente del comitato di quartiere Fonte dell’Olmo, ricorda anche le criticità per il traffico: «Uno di Cologna, ad esempio, dovrebbe attraversare Roseto, e invece se si realizzasse all’autoporto, ci sarebbero molti meno problemi». (l.v.)
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