Centro accoglienza di Alba Operatori senza stipendio

Dei dipendenti della onlus Gus 15 su 35 si sono licenziati per i mancati pagamenti Ieri incontro in prefettura e sit-in di protesta: devono assistere 270 migranti
ALBA ADRIATICA. Si prendono cura di 270 migranti. Non prendono lo stipendio da agosto e, per questo, da 35 si sono ridotti a 20. Sono gli operatori del Cas, il centro di accoglienza, di Alba Adriatica che ieri hanno manifestato il proprio forte malessere lungo corso San Giorgio, a Teramo, in occasione di un incontro fra la Fp Cgil, che li rappresenta, Marialaura Liberatore capo di gabinetto e dirigente del quarto settore della prefettura e Chiara Fabrizi, altro dirigente e responsabile del procedimento.
«L’incontro», spiega Pancrazio Cordone, segretario della Fp Cgil, «era volto in prima istanza a risolvere gli aspetti organizzativi perchè per quelli vertenziali-stipendiali si sta facendo un’azione congiunta per tutti i Cas gestiti dalla onlus Gus (Gruppo umana solidarietà, ndr) che vanno da Ancona a Teramo e che hanno lo stesso problema. La prefettura si era già mossa, si rapporteranno con la onlus Gus ed entro la prossima settimana si arriverà a una decisione per la problematica dei lavoratori». Il Gus, invitato, non si è presentato: a rappresentarlo c'era solo la responsabile del progetto di Alba.
Il problema è che sui 20 lavoratori, grava un notevole peso, dopo le dimissioni dei colleghi: «Loro si occupano dagli aspetti legali legati all'accoglienza, a verificare le presenze negli alloggi, alla formazione degli ospiti e hanno anche servizi h 24 che a questo punto non riescono a gestire. Senza prendere lo stipendio da agosto, ci rimettono pure i soldi della benzina per andare al lavoro. Chiedono il ripristino delle condizioni per andare a lavorare, così non si sa per quanto reggeranno». Per l’aspetto dei ritardi nei pagamenti il Gus, in una riunione di fine ottobre a Macerata si era impegnato a presentare un piano di rientro, ma ancora non ce n’è traccia.
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