Centro di accoglienza per chi non ha dimora: via libera al progetto

De Sanctis: «Non sarà solo un dormitorio ma uno spazio inclusivo con servizi aperti a tutti. Presto il via al confronto con il quartiere»
TERAMO. Infrastruttura sociale: così l'assessora del Comune di Teramo Ilaria De Sanctis definisce il progetto, ormai ben instradato, della stazione di posta, ovvero del centro polifunzionale di accoglienza per persone senza dimora, nell'ex scuola elementare di Villa Pavone. Lo studio di fattibilità si è concluso e il progetto ha incassato anche il via libera, necessario per i vincoli sull'immobile, della Sovrintendenza.
I PASSAGGI. A settembre ci sarà un passaggio in giunta e si aprirà subito dopo un confronto con i cittadini, in particolar modo con i residenti del quartiere dove prenderà vita la nuova realtà legata alle emergenze sociali ma non solo. La stazione di posta, infatti, si propone di essere un punto di riferimento a tutto tondo per servizi alla comunità e luogo di aggregazione oltre che di prima risposta immediata per situazioni difficili con soccorso h 24. Il progetto conta su un finanziamento, confermato e disponibile, derivante dal Pnrr per un importo di un milione e 100mila euro e permetterà di riqualificare un'area da tempo in abbandono: l'immobile, infatti, è chiuso da anni con le conseguenze del caso. Degrado, erbacce e intrusioni all'interno dell'ex scuola ne hanno fatto uno spazio imbarazzante per il quartiere e per la città. A chi teme ripercussioni negative in termini sociali dall'apertura della stazione di posta, l'assessora De Sanctis dice: «Non sarà un luogo di emarginazione né di marginalità, e non sarà un dormitorio: sarà uno spazio vitale e inclusivo, con diversi servizi».
IL PROGETTO. L'intervento riguarderà sia l'interno che l'esterno dell'immobile: il giardino verrà ripulito e probabilmente ci sarà uno spazio destinato a orto urbano. Nell'ex scuola sarà realizzato un piccolo dormitorio: pochi letti necessari per accogliere situazioni di emergenza. L'esempio che De Sanctis porta è quello di una violenza domestica. «Quando si parla di emergenze il tema è ampio, per questo dico che la stazione di posta non sarà un dormitorio: se una donna è vittima di violenza e fugge di casa, qui troverà un posto per la notte in attesa di una rapida e adeguata sistemazione nelle strutture preposte», spiega l'assessora, «la stazione di posta rappresenterà un soccorso h 24, con operatori sempre raggiungibili». All'interno dell'edificio lavoreranno assistenti sociali e psicologici col supporto di avvocati ed esperti in inserimento nel mondo del lavoro: uno staff a disposizione di chi, in un momento di difficoltà, non sa a chi rivolgersi o come muoversi per risolvere un problema materiale o burocratico. L'equipe avrà come missione quella del sostegno al superamento dell'emarginazione sociale che può derivare anche dal non sapere come chiedere aiuti economici allo Stato, quale iter affrontare per ottenere la pensione di invalidità o un alloggio popolare o un supporto per i figli. Molte delle risposte che oggi si cercano negli uffici dell'assessorato sociale saranno date dallo staff della stazione di posta. L'edificio, libero da barriere architettoniche, ospiterà un'aula multimediale con 16 computer aperta a tutti, una ludoteca, uno spazio per le associazioni. «È un progetto importante e necessario e darà anche più sicurezza al territorio: si collega con quello dell'housing first che stiamo definendo a Colleatterrato, che darà prime risposte alle emergenze abitative di chi vive situazioni di disagio», conclude Ilaria De Sanctis. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

