Centro di raccolta chiuso, rifiuti all’esterno

Gli interventi nella struttura sono stati fatti ma il dissequestro non arriva. Pavone: «Non c’è chiarezza»
ROSETO. Frigoriferi, pneumatici di automobili e camion oltre a rifiuti vari. È la discarica a cielo aperto all’esterno del centro di raccolta dell’autoporto, ancora chiuso nonostante sia pronto ormai da tempo dopo i lavori di messa a norma dello scorso giugno.
Nel luglio del 2017 la Guardia di finanza infatti sequestrò il centro a causa del fondo e delle recinzioni non a norma, e il Comune ha concluso a giugno scorso i lavori per ottenere il dissequestro: ora la struttura sarebbe pronta con il nuovo fondo, i segnali direzionali a terra, la nuova recinzione e la cartellonistica con tutte le indicazioni sul cancello, ma il dissequestro non arriva. È una chiusura che comporta tanti problemi e disagi ai cittadini, che spesso devono attendere anche oltre un mese per il ritiro, prenotato, dei rifiuti ingombranti. La Diodoro ecologia, la ditta che gestisce la raccolta porta a porta e il ritiro degli ingombranti, fatica a soddisfare tutti nel breve termine perché è subissata di chiamate ogni giorno, e molti cittadini che hanno urgenza di buttare i propri rifiuti sono costretti ad andare nei centri dei comuni limitrofi, pagando però per il conferimento. Nell’ultimo consiglio comunale sul centro di raccolta dell’autoporto c’è stata un’interrogazione del consigliere d’opposizione Enio Pavone che chiede di sapere i motivi percui la struttura è ancora chiusa. «C’è un emergenza rifiuti a Roseto», dice Pavone, «quel centro è troppo importante e deve essere riaperto immediatamente. L’assessore all’ambiente Nicola Petrini ha dato una risposta vaga che non mi ha soddisfatto». Petrini ha affermato che il dissequestro è stato chiesto ma non viene ancora accordato. «Sicuramente trasformerò l’interrogazione in mozione», annuncia Pavone, «perché voglio vederci chiaro». (l.v.)
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