Centro Globo, ostacoli superati Il cantiere sarà chiuso tra un anno

Risolto il caso dei reperti archeologici, i lavori vanno spediti: si punta a creare 70 posti di lavoro Ma senza l’arretramento della stazione la viabilità intorno al nuovo edificio risulterà inadeguata
TERAMO. In attesa della ricostruzione che verrà, quello del centro Globo di via Aeroporto è il più grande cantiere aperto a Teramo. E, dopo aver dribblato in tempi brevi l’ostacolo della scoperta di una necropoli romana, può procedere spedito verso la conclusione. Che, salvo imprevisti, sarà alla fine dell’anno prossimo.
Dall’inizio del 2019, dunque, la zona subito dietro la stazione ferroviaria cambierà volto. Nell’area che ospitava l’ex Adone – una delle prime industrie della città – e una delle sedi principali del consorzio agrario sorgerà un grande edificio a destinazione mista: commerciale, direzionale e residenziale convenzionata. Si tratta di un investimento da 12 milioni di euro che la Cosmo srl, la società presieduta dall’imprenditore di Martinsicuro Nicola Di Nicola, ha avviato innanzitutto per ampliare il proprio punto vendita cittadino. Il nuovo negozio Globo occuperà il piano terra sul lato di via Aeroporto, con un parcheggio a raso di fronte, e sopra ci saranno altri due livelli: uno ospiterà uffici e studi professionali e un ristorante, l’altro appartamenti di edilizia convenzionata. Dal lato opposto, quello che dà sulla ex Villeroy, ci sarà l’ingresso a un’area commerciale che verrà data a terzi e che avrà un grande parcheggio interrato. La stima è che, quando il centro andrà a regime, vi saranno impiegate 70 persone.
L’intervento, che scaturisce dall’acquisto da parte di Di Nicola sia dell’area ex Adone che di quella dell’ex consorzio agrario, è nato come un programma integrato pubblico-privato. Un programma grazie al quale il Comune incassa dalla Cosmo srl 328mila euro di opere di urbanizzazione, oltre 200mila di Bucalossi e ulteriori 630mila euro, frutto della monetizzazione di parte delle aree e che sono destinati al progetto dell’arretramento della stazione ferroviaria. Questo, infatti, è ritenuto dal privato imprescindibile per rendere adeguata la viabilità intorno al nuovo centro. La Cosmo spinge perché la stazione venga arretrata a valle di via Marcozzi, la strada che costeggia sul lato est l’area dell’intervento edilizio. In questo modo, collegando viale Crispi a via Marcozzi, si creerebbe – oltre ad una grande piazza a disposizione dei cittadini – una sorta di anello viario che alleggerirebbe non poco il traffico lungo via Aeroporto.
L’avvio del cantiere del Globo è stato preceduto da una lunga opera di bonifica del sottosuolo, inquinato in profondità dai metalli delle attività industriali che per decenni si sono svolte nell’area. Solo la bonifica e lo smaltimento di questi rifiuti pericolosi sono costati un milione di euro. Quando c’è stato il ritrovamento delle tombe romane, avvenuto all’inizio dell’estate poco dopo l’avvio dei lavori (partiti in aprile), con il conseguente intervento nel cantiere della Sovrintendenza archeologica, un’altra impresa avrebbe segnato il passo. Di Nicola, sbrigativo e decisionista, ha subito messo a disposizione due archeologi e due restauratori (costati circa 100mila euro) che man mano hanno messo in sicurezza i reperti che affioravano. Così i lavori, diretti dall’architetto Marco D’Annuntiis, hanno subìto un rallentamento ma non sono mai stati sospesi. Ed ora vanno veloci.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

