Centro per l’impiego, la Provincia ordina al Comune di sgomberare

Il presidente D’Angelo: «I locali servono a noi e ora sono inagibili per delle infiltrazioni d’acqua» Il servizio è gestito dalla Regione, ma è l’ente locale a dover fornire tutti gli spazi necessari
TERAMO. Il centro per l'impiego deve lasciare gli uffici al primo piano del palazzo della Provincia di via Milli. Il presidente Camillo D'Angelo ha intimato al Comune di Teramo lo sgombero degli spazi per un duplice motivo: servono all'ente e sono divenuti inagibili per via di infiltrazioni d'acqua.
Il centro per l'impiego è gestito dalla Regione, ma logisticamente è il Comune a dover fornire i locali. D'Angelo, che aveva già sollecitato i due enti a trovare un'alternativa, ora ha inviato una formale richiesta di sgombero motivata anche da ragioni di sicurezza: «Né Regione né Comune hanno fin qui provveduto a liberare i locali: per fatalità nell'ultimo periodo ci sono state delle infiltrazioni che li hanno resi inagibili. Perciò abbiamo chiesto perentoriamente di sgomberare gli uffici, a questo punto anche per una ragione di sicurezza sia per i lavoratori che per gli utenti», spiega D'Angelo. Nei mesi scorsi, il Comune ha avviato una indagine di mercato (che scadrà a febbraio 2025) volta ad individuare un immobile in centro, che sia almeno di 450 metri quadrati, da acquistare e destinare così al centro per l'impiego. Un paio d'anni fa si era profilata l'ipotesi di utilizzare i locali al pian terreno dell'ex palazzo della sanità, in piazza Martiri Pennesi, di proprietà della Provincia: sembrava cosa quasi fatta, ma poi sfumata per problemi di agibilità. È partita così la nuova ricerca, che ora dovrà accelerare ulteriormente alla luce della richiesta perentoria di sgombero firmata dal presidente D'Angelo che torna a bacchettare la Regione per la mancata collaborazione in tema di immobili.
«Resta ancora bloccata la pratica per la riapertura della sala polifunzionale: da un anno e due mesi sollecitiamo la Regione affinché proceda col rilascio di un certificato di prevenzione incendi, ma non abbiamo riscontro. Un atteggiamento che di fatto ricade sulla città, oggi è priva di spazi pubblici per iniziative ed eventi. Noi nella sala polifunzionale abbiamo terminato i nostri interventi da tempo, ma non possiamo riaprirla», prosegue il presidente ricordando come, sempre dalla Regione, la Provincia non ottenga risposte sulla volontà di acquistare la palestra Mazzini e la casa dello Sport. Edifici che l'ente guidato da D'Angelo vorrebbe riqualificare e mettere a disposizione della collettività, ma «alle nostre lettere non abbiamo ricevuto neppure risposta. Questo dimostra la distanza fra la Regione e le necessità di questo territorio» conclude il presidente.
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